Pensionati, la beffa degli aumenti: un euro e mezzo in più nel 2015

A fine anno perderanno quasi sei euro, da restituire allo Stato, ma nel 2015, udite udite, i pensionati italiani potranno godere di un bell’aumento: su 500 euro di pensione un bell’euro e mezzo in più. Roba da festeggiare a champagne e caviale la sera di Capodanno. Strano che Matteo Renzi, nella conferenza stampa di fine anno, non abbia annunciato quegli aumenti con la stessa enfasi con cui, da un anno, ci parla degli 80 euro in busta paga. Certo, per poter godere del ritocchino, bisognerà aspettare febbraio, perchè a gennaio i pensionati dovranno restituire allo Stato una parte della rivalutazione del 2014. Ma intanto i nostri cari vecchietti possono iniziare a fare progetti in grande: con 1,50 euro a gonfiare la pensione si possono fare grandi cose. Comprare un tozzo di pane, per esempio.

La Cgil fornisce le cifre della beffa

Per il sindacato Spi-Cgil “una minima perderà 5,40 euro su dicembre 2014” e a una da 1.500 euro mancheranno 16,30 euro. Tuttavia “lievi aumenti sono previsti per febbraio. La rivalutazione automatica porterà nelle tasche di un pensionato con la minima 1,50 euro in più sul 2014″, (+3euro per una da 1.500). Insomma, una partita di giro: ci vorranno tre mesi per compensare l’eborso iniziale. Ma parliamo di cifre ridicole, come conferma il Sole24Ore. Così come sono ridicoli i “prelievi” sulle pensioni d’oro, quelli per assegni superiori a 14 volte il minimo. Alla luce dei dati aggiornati, il prelievo sarà del 6% per le pensioni di importo mensile lordo oltre 7.012,32 e fino a 10.017,60 euro; del 12% per la fascia tra 10.017,60 euro e 15.026,40 euro; del 18% per la parte eccedente quest’ultimo limite.

Il caos sulle scadenze

E non basta. Il sindacato dei pensionati della Cgil denuncia anche un “caos date” per i pagamenti. Lo Spi ricorda come il “governo abbia rimesso mano al sistema di pagamento degli assegni previdenziali”. Quindi, riepiloga, “quelli Inps saranno liquidati il primo del mese mentre quelli Inpdap il 16, così come è avvenuto fino ad oggi”. Invece, sottolinea, “novità riguardano invece i titolari di due o più pensioni e nello specifico quelle di reversibilità, invalidità civile e di rendite vitalizie per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Queste saranno liquidate il 10 del mese”. Ma per lo Spi “la norma” contenuta nella legge di Stabilità, è “poco chiara e rischia di riguardare fino a 5 milioni di pensionati e non alcune centinaia di migliaia come dichiarato dal governo”. Ecco perché secondo il sindacato si tratta di una questione “che il neo-presidente dell’Inps Tito Boeri dovrà affrontare e chiarire quanto prima per limitare il più possibile i disagi arrecati alla popolazione anziana”. A questo punto per il segretario generale dello Spi Cgil, Carla Cantone, è evidente come il Governo si sia “dimenticato ancora una volta dei pensionati italiani e nella legge di stabilità per loro non c’è nulla”. Come darle torto?