Parla Storace: periodo bruttissimo, ma la destra non rinunci a risollevarsi

«L’inchiesta Mafia Capitale? Mi ha abbastanza sconvolto perché credo che sapere che c’è un’inchiesta con tanti indagati nel palazzo più importante della città atterrisce». Il terremoto giudiziario che ha colpito Roma non si arresta e Francesco Storace, leader della Destra, fa un’analisi politica di quanto sta succedendo. «Oggi sorrido amaramente – dice – perché qualche sera fa mi era stato stato chiesto come mai non mi fossi accorto di quanto accaduto in consiglio comunale. Mi pare di stare in buona compagnia perché c’è una gara a sospendere le gare… ».

L’inchiesta l’atterrisce perché è il mondo della destra ad essere al centro di questo scandalo?

Anche il Pd lo è. I partiti sono tutti travolti. Con la differenza di trattamento un po’ ipocrita da parte dei media.

In che senso?

Due anni fa il mondo politico regionale fu travolto dallo scandalo Fiorito, che fu grave ma meno di un’inchiesta di mafia. La Polverini non fu indagata ma fu costretta a dimettersi. Mi sfugge perché Marino debba essere fatto santo.

Ma torniamo alla destra, a Roma e in tutto il Lazio negli anni passati è stata fortissima, ora però deve fare i conti con una realtà di questo tipo…

Viviamo una stagione durissima. Quando fondai La Destra mi ero permesso di segnalare il tema dell’eccessiva attenzione al potere rispetto alla rappresentazione dei valori. Credo che tutto quello che è accaduto sia la conseguenza degenerata di deficit di cultura politica. Non sopporto più che si dica dobbiamo unirci per battere la sinistra, perché se poi ti comporti male è decisamente peggio.

Che cosa dice ad Alemanno?

Mi auguro per lui  e per il sodalizio trentennale che ci ha legato che possa essere giudicato in sette settimane o in sette mesi. E non in sette anni come è successo a me.

Ma la destra riuscirà a risollevarsi?

Deve farlo. Non deve rassegnarsi, periodi brutti non devono capitare, ma possono capitare. Ma ci sono ancora tantissime energie sane che possono dire la loro.

Dopo questa tempesta anche la Regione è in allerta e Zingaretti ha sospeso tutte le gare…

È abbastanza generico sospendere le gare tout court. Ho denunciato una specifica gara, quella sulle prenotazioni  sanitari che è un appalto da 60 milioni di euro di cui si trova riscontro nell’ordinanza  di Pignatone. Capisco che finalmente Zingaretti si svegli, risponde alla mia lettera di sollecito sulla mia interrogazione, però sospende tutte le gare. Da una parte fanno festa gli attuali fornitori di servizi che vanno in regime di proroga, dall’altra lascia dubitare su tutte le altre a cominciare da quella di un miliardo e mezzo di euro (quando c’era la lira erano tremila miliardi) sui servizi tecnologici degli ospedali. Questa è una gara che improvvisamente è diventata di sette lotti che sembrano fatti apposta per fare entrare le grandi cooperative.  Io ho titolato il mio editoriale sul Giornale d’Italia “La prossima inchiesta”. Se lo sospetto io figuriamoci i magistrati…