Olimpiadi 2024 a Roma: ecco i pro e i contro visti da destra

«L’Italia si candida alle Olimpiadi del 2024, con Roma al centro del progetto e non lo faremo con lo spirito di De Coubertin, per partecipare: lo faremo per vincere». L’annuncio del presidente del Consiglio Matteo Renzi partito dal salone d’onore del Coni, già divide gli italiani. Quali sono i pro e i contro della candidatura di Roma e di altre località italiane (per ora si parla di gare anche in Sardegna a Firenze e a Napoli) ad ospitare i Giochi Olimpici del 2024?

I PRO

1- La vocazione olimpica

Il primo a tirare fuori la candidatura di Roma 2024 è stato Gianni Alemanno. Il 7 dicembre 2012 l’allora sindaco di Roma fu il primo a lanciare il progetto, dopo che il governo di Mario Monti aveva ritirato la candidatura per le Olimpiadi del 2020.«Roma è una città a vocazione olimpica – disse Alemanno dando il benvenuto ai rappresentanti dei 49 Comitati Olimpici europei – non solo per le olimpiadi del 1960, da cui inizio’ la consuetudine di abbinare le Olimpiadi alle Paralimpiadi. Roma si è candidata ad ospitare i Giochi del 2020, ma per decisioni politiche, a mio avviso sbagliate, ha deciso di ritirare questa candidatura. Siamo comunque una città tenace e ci riproveremo nel 2024. E lo facciamo non solo per orgoglio cittadino ma perche’ crediamo che l’Olimpiade siano l’evento più affascinate che si possa svolgere nel mondo».

2  L’indotto economico

La salvezza arriva dai privati. Così come per la candidatura di Roma 2020, bocciata dal governo Monti, la svolta, per far sì che le Olimpiadi abbiano un bilancio in attivo e dunque diventino una scommessa possibile arriva dall’investimento privato. La commissione di valutazione economica Fortis a gennaio 2012 infatti aveva stimato in 4,7 miliardi la spesa pubblica netta per le Olimpiadi del 2020 e in 4,6 la compensazione derivante dal maggior gettito erariale. Grazie ai privati la spesa pubblica si sarebbe ridotta a circa 4,3 miliardi e produrre un attivo di quasi 300 milioni. Stando ai dati della commissione Fortis, la spesa complessiva stimata per Roma 2020 era di 9,8 miliardi. Di questi 1,6 miliardi sarebbero serviti per l’ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino andando carico di Aeroporti di Roma Spa e 8,2 sarebbero state ”spese da parte dello Stato”. Come recuperarli? Tre miliardi e mezzo sarebbero stati ”recuperabili dai ricavi del Comitato Organizzatore (diritti media e sponsor internazionali dal Cio, sponsor nazionali, biglietteria, ecc.) e 1,2 miliardi da ricavi da sponsorizzazione immobiliare”. Sempre secondo la commissione di valutazione economica, ospitare i Giochi avrebbe determinato una crescita del Pil di 17,7 miliardi e la creazione di 29 mila posti di lavoro nel 2020. La crescita del Pil avrebbe interessato tutte le regioni del Paese.

3 L’esempio di Londra

I Giochi Olimpici in Gran Bretagna, che si sono tenuti a Londra nell’estate del 2012, sono stati un «successo» anche economicamente.  Nel terzo trimestre del 2012 il Pil d’Oltremanica ha messo a segno un rialzo dell’1%, contro una stima di un +0,6%, registrando il tasso di crescita piu’ consistente dal 2007. E le vendite dei biglietti per assistere alla grande kermesse dei Giochi Olimpici hanno contribuito con 0,2 punti percentuali alla crescita economica nel periodo luglio-settembre, secondo i dati dell’Istat britannico.

I CONTRO

1 Il precedente di Italia ’90

I precedenti degli stadi per i mondiali di calcio disputati nel 1990, alcune vere e proprie cattedrali nel deserto, hanno fatto epoca. Nel 1999 la Corte dei Conti della Sardegna aveva condannato gli ex ministri dei Trasporti, Carlo Bernini e Giorgio Santuz, e quattro dirigenti del Ministero al pagamento di oltre otto miliardi di lire quale danno all’erario. Ma quella condanna era stata solo la punta dell’iceberg di una serie di infrastrutture costruite in diverse città d’Italia senza alcun criterio urbanistico.

2 L’incubo di Atene 2004

Il presidente del Cio Jacques Rogge li definì «giochi da sogno, indimenticabil», e tutti i commentatori concordarono: le Olimpiadi di Atene 2004, che si svolsero tra il 13 al 29 agosto 2004, erano state ben organizzate, l’accoglienza della Grecia impeccabile, i visitatori più che soddisfatti. Dieci anni dopo, molti di quei luoghi in cui si svolsero le Olimpiadi, sono distrutti. Il quotidiano britannico Daily Mirror ha pubblicato nell’agosto scorso una galleria fotografica che evidenzia l’abbandono e la decadenza che hanno trasformato molti stadi, piscine e arene in discariche, semidistrutti, allagati, ricoperti di graffiti e con ogni oggetto rimovibile portato via. Uno spreco notevole, visto il costo levitato – soprattutto causa lavori in ritardo – a nove miliardi di euro circa, un buco che secondo molti ha avuto un ruolo anche nella crisi economica che ha devastato la Grecia dal 2008 in poi. Un’accusa però respinta dal Comitato olimpico greco, il cui presidente Spyros Kapralos ha sempre ricordato come la voragine dei conti ellenici fosse di 360 miliardi, a fronte dei quali il conto olimpico sarebbe irrilevante.

3 Lo spettro della corruzione

Nel fronte contrario ai Giochi olimpici, all’indomani del niet di Monti, c’era anche l’economista Giacomo Vaciago, attuale consulente del ministro del Lavoro, Poletti. I Giochi Olimpici in Gran Bretagna sono stati un «successo» anche economicamente perché il Paese «ha delle virtù. Ha una pubblica amministrazione efficiente e snella», aveva argomentato il professore. «L’Italia invece è un Paese corrotto». Una eventuale esperienza Olimpica sarebbe «assomigliata a quella della Grecia».