Odevaine: la Finocchiaro ha incontrato Buzzi. La senatrice: è falso

Anna Finocchiaro coinvolta? Anche l’inimmaginabile e insospettabile lady di ferro della sinistra, ex magistrato inflessibile, già capogruppo dem al Senato, sarebbe finita nel tritacarne delle intercettazioni che inchiodano il ras delle cooperative rosse capitoline, Salvatore Buzzi, in queste ore drammatiche l’uomo più famoso d’Italia.

Le intercettazioni

È il Corriere della Sera a dare la notizia con la pubblicazione delle intercettazioni (ma anche la Stampa di Torino  con il titolo-choc “Nelle telefonate il clan evoca la Finocchiaro”). A mettere nei guai la senatrice, che smentisce «tutto», è Luca Odevaine, l’ex vicecapo di Gabinetto di Veltroni finito in carcere per corruzione e associazione mafiosa. Stando a una telefonata dello scorso 16 giugno tra lo storico braccio destro dell’ex sindaco e Carmelo Parabita, la Finocchiaro sarebbe stata al corrente delle «trattative» per gestire la gara d’appalto (una partita da 150 milioni di euro) del centro profughi a Mineo, in provincia di Catania, e avrebbe incontrato o parlato con Buzzi. Il presidente della cooperativa “29 giugno” avrebbe così cercato una sponda politica nel suo partito, il Pd, per ottenere un appalto molto redditizio, lontano da Roma

L’appalto da 150 milioni

L’interlocutore di Odevaine racconta di una telefonata ricevuta dal sindaco di  Ramacca che gli chiede un incontro (Chissà che cazzo vuole?). «E certo che è per la gara… per forza», dice Odevaine mentre l’altro insiste: «Magari ha altri progetti in mente, ha bisogno di contatti qui a Roma con i Ministeri». Seguono considerazioni preoccupate sul destino del bando («si sono tenuti alla larga da Mineo perché troppo complessa, cioè non è venuto nessuno venerdì”», dice Parabita) e arriva l’accenno all’ex presidente del Senato. Parabita domanda ad Odevaine: «Non ci saranno altre offerte, cioè con chi staranno parlando…». E Odevaine: «A me m’ha detto…eh…Salvatore Buzzi che è andato a parlare dalla Finocchiaro…. e la Finocchiaro gli ha detto “Lascia perde, quella gara è già assegnata”».  Questo il passaggio “incriminato” anche se la senatrice non risulta coinvolta nell’inchiesta MafiaCapitale. Il suo nome emerge dal rapporto dei carabinieri del Ros relativo al centro profughi siciliano ma non è stato riscontrato dalla Procura di Roma guidata da Giuseppe Pignatone, mentre proseguono le indagini sui legami con la criminalità organizzata, Cosa nostra, Camorra ma soprattutto la ’ndrangheta calabrese.

La smentita

La senatrice del Pd smentisce tutto: «Leggo dai giornali che nelle intercettazioni telefoniche che riguardano la vicenda di Mafia Capitale qualcuno ha tirato in ballo il mio nome per presunti incontri o colloqui con Salvatore Buzzi. Io – mette nero su bianco la Finocchiaro –  non ho mai incontrato, né ho tanto meno parlato con questa persona, non so chi sia e sono pronta a querelare chiunque accosti il mio nome ad una così triste e grave vicenda».