Niente presidente, Grecia nel caos: si torna al voto. Crolla la Borsa di Atene

Al terzo tentativo il Parlamento greco non è riuscito a eleggere il successore di Karolos Papoulias alla presidenza della Repubblica. Stavros Dimas, ex commissario europeo candidato dal governo di Antonis Samaras, ha incassato 168 voti, non raggiungendo il quorum di 180. Secondo la Costituzione greca il Parlamento, se non riesce a eleggere il Presidente con tre votazioni, viene sciolto entro dieci giorni. Le nuove elezioni si terranno il 25 gennaio. L’annuncio è stato dato dallo stesso primo ministro.

Ripercussioni sui listini europei

Dopo la fumata nera per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica è arrivata immediata la reazione della Borsa di Atene che ha perso l’11 per cento. Un crollo pauroso, di poco inferiore alla perdita record del 9 dicembre di due anni fa, quando si toccò il 12,7 percento in meno. Non vanno meglio i principali listini delle altre Borse europee, preoccupate dalla piega che ha preso la politica ellenica e dai sondaggi che danno per vincenti la sinistra di Syriza, apertamente contraria alle riforme concordate con la troica. L’andamento borsistico di Londra e Parigi segnala guadagni molto deboli, mentre a Francoforte il Ftse perde lo 0,45 a 9877,32 punti. Sulla piazza di Milano,l’indice Ftse Mib perde l’1,98% e l’Ibex di Madrid va gù dell’1,58%. La Grecia si conferma, ancora una volta, la malata principale della Ue.

Il precedente cipriota

A nulla sono serviti gli aiuti della Bce e i provvedimenti restrittivi imposti dalla troika. Il Paese non è riuscito a risollevarsi dalla crisi profonda che lo aveva portato sull’orlo del fallimento. La Ue, vale la pena ricordarlo, è intervenuta quando ormai la situazione era compromessa. E questo ha enormemente accentuato la disaffezione nei confronti di Bruxelles. Ora, però, si profila il rischio di un corto circuito nei tormentati rapporti con i creditori internazionali. La replica, insomma, di quanto accadde a suo tempo a Cipro. Secondo un recente rapporto della Goldman Sachs il precipitare della situazione politica potrebbe portare ad una interruzione dei flussi di denaro dalla Bce alle banche locali, che sarebbero così costrette a chiudere improvvisamente per “ferie” , lasciando i correntisti fuori dagli sportelli, ossia impedendogli di accedere ai loro soldi come accaduto nella primavera del 2013 a Cipro.