Nasce Alleanza per Arezzo: si ispira ad An per vincere alle comunali 2015

Si propone come «un cantiere per far ripartire la città». Ma Alleanza per Arezzo, il nuovo soggetto politico nato in vista delle comunali di primavera, potrebbe anche diventare un laboratorio per il centrodestra. Per ora ne fanno parte Arezzo Domani e Fratelli d’Italia, ma «è un contenitore aperto, inclusivo», ha spiegato Francesco Macrì, che nel 2011 fu candidato a sindaco per Arezzo Domani, ma il cui impegno politico prende le mosse in Alleanza nazionale.

Il modello è Alleanza nazionale

E proprio An è il modello cui si guarda ora, come dichiarato di fatto già nel nome della nuova associazione. «Vogliamo rimettere insieme i tanti pezzi di società e politica che hanno contribuito a quel grande partito che è stato Alleanza nazionale», ha chiarito Macrì, nel corso di un’intervista ad Arezzo Notizie. La strada da seguire è l’apertura a tutte «le iniziative civiche di area liberale» che possono e vogliono contribuire alla creazione di «un grande contenitore di centrodestra», capace anche di esprimere una «candidatura a sindaco autorevole e di spessore».

Un candidato di tutto il centrodestra

Macrì ha ammesso alcuni «gravi errori commessi dal centrodestra», ma ha spiegato che questa è l’occasione per rimettere in gioco «le singole progettualità» per poi ritrovarsi «tutti insieme nella sfida finale». Intanto, in città, circola con insistenza il nome di Alessandro Ghinelli, professore di Ingegneria all’università di Firenze, anche lui con un passato in An e oggi consigliere del gruppo del Pdl. Conferme non ce ne sono, ma eventualmente, ha chiarito Ghinelli, «non sarò il candidato di Forza Italia, ma di tutti quelli che non voteranno Pd».

Il programma di Alleanza per Arezzo

Nessun dubbio, invece, sulle priorità della città secondo Alleanza per Arezzo: lavoro, sicurezza, sociale. Di fatto, un programma già declinato, che parte dalle difficoltà in cui versano gli aretini. «Ci sono mille nostri concittadini in difficoltà, abbiamo il dovere della protezione sociale. La maggior parte dei fondi va in favore delle persone bisognose di origine straniera, solo una piccola parte va ai cittadini aretini. È una condizione di iniquità da riequilibrare», ha spiegato Macrì. Come? Adottando «l’anzianità di residenza come criterio per un punteggio maggiore nell’accesso ai servizi primari, dagli asili nidi alle case comunali».