Napolitano, ultimo soccorso rosso: ecco le 7 “stampelle” per Renzi

Ventisei minuti per un volo panoramico su tutti i temi politici nazionali. Con un unico approdo: blindare il governo Renzi, prima del probabilissimo addio al Quirinale fissato per il 31 dicembre o al massimo per metà gennaio. Giorgio Napolitano ha rivolto gli auguri alle più alte cariche dello Stato al Quirinale lanciando messaggi e moniti come fossero fiori nei cannoni, nel tentativo di bloccare sul nascere qualsiasi tentativo di destabilizzare il governo Renzi.

1 –  Contro la minoranza del Pd

«Il governo ha annunciato una non breve serie di azioni di cambiamento, un tasso di volontà riformatrice che ha riscosso riconoscimenti e aperture di credito sul piano internazionale. Si è messo in atto un processo di cambiamento. Non si attenti alla continuità del nuovo corso». Leggasi: Civati & company, non rompete le scatole, il capo che sta lavorando, voi non contate un Pippo.

2 – La Cgil la faccia finita

«Ai sindacati per i quali sempre auspico che siano costruttivamente uniti chiedo il rispetto delle prerogative delle decisioni del governo e del Parlamento e uno sforzo convergente di dialogo anche su questioni vitali di interesse generale».
Alla Camusso saranno fischiate le orecchie, ma anche per Landini si profila una visita otorinolaringoiatrica.

3 – Basta frenate di Forza Italia

«Sulle riforme non si dica che c’è precipitazione, che si procede troppo in fretta, si è tornato indugiando per mesi su questioni di riforma in qualche caso individuate da decenni».
Per la serie, parlare a suocera (Berlusconi) perché nuora (Brunetta) intenda.

4 – Vade retro, opposizione che fomenti

«Ci deve preoccupare un clima sociale troppo impregnato di negatività, troppo lontano da forme di dialogo e sforzi di avvicinamento parziale che hanno nel passato spesso contrassegnato le relazioni sociali e politico sociali».
Qui Napolitano bacchetta l’opposizione in senso ampio, dai sindacati alla Lega, a Fratelli d’Italia: chiunque parli alla gente e ne raccolga il disagio non fa il bene del Paese.

5 – Fermare i pericolosissimi “franchi tiratori”

«Chi dissente dalle riforme istituzionali non deve farlo con spregiudicate tattiche emendative. Tornare indietro alla ormai sancita trasformazione del Senato significherebbe solo vulnerare fatalmente la riforma. Rispettare la coerenza delle riforme in gestazione, anche quella elettorale, è un dovere di onestà politica e di serietà».
Sottotitolo: cercare di emendare le riforme è peccato grave, trasformarsi in “franchi tiratori” non significa essere liberi ma incoerenti. Ma il Parlamento non era un’assemblea sovrana?

6 – Mano pesante sulla corruzione, però…

«È essenziale colpire i soggetti politici coinvolti negli scandali di corruzione. Bisogna colpire i bersagli giusti negli intrecci con la criminalità. Solo le generalizzazioni improvvide verso politica vanno evitate perché fuorvianti».
Domanda ingenua: le generalizzazioni da non fare quali sarebbero? Per caso hanno a che fare con Ignazio Marino?

7 – La Coop sei tu, ricorda…

«Il mondo delle cooperative è un’eredità preziosa che deve impegnare l’intero settore a proseguire nel raggiungimento degli obiettivi di coesione sociale propri della cooperazione con la maggiore determinazione e l’urgenza richieste dall’attuale congiuntura economica, in cui il rischio di spinte disgregatrici è più facile a manifestarsi».
Non manca, a margine della cerimonia del Qurinale, un messaggino di solidarietà alla Lega Coop. Se ne sentiva davvero il bisogno.