Mose, Pd nella bufera: indagati i deputati Mognato e Zoggia

Nel percorso che porta alla chiusura delle indagini sulla vicenda Mose con l’unico eccellente a processo, l’ex sindaco Giorgio Orsoni, il Pd veneziano è nella bufera per il finanziamento illecito dei partiti che avrebbe ricevuto dal Consorzio Venezia Nuova retto allora da Giovanni Mazzaurati. Nel registro degli indagati, infatti, sono finiti i due parlamentari veneziani Michele Mognato e Davide Zoggia mentre venerdì è stato sentito l’ex assessore ai lavori pubblici della giunta Orsoni ma all’epoca dei fatti (2010) segretario veneziano del partito, Alessandro Maggioni.

I contributi illeciti

Indagando sul concessionario unico per le realizzazioni delle opere di salvaguardia di Venezia, il pool di magistrati veneziani – Paola Tonini, Stefano Buccini, Stefano Ancillotto coordinati dall’aggiunto Carlo Nordio –avrebbe scoperto contributi illeciti per 450mila euro ricavati da fondi neri ed un altro centinaio di migliaia di euro fatturati in modo irregolare. Mognato e Zoggia erano stati sentiti dai magistrati martedì scorso ed hanno respinto ogni addebito mentre Maggioni (che non è indagato) è stato convocato in Procura dove ha spiegato, in circa un’ora di incontro, che all’epoca dei fatti si occupava di aspetto organizzativi e non economici. A tirare in ballo Mognato e Zoggia era stato lo stesso Orsoni che, allo scoppio dello scandalo il 4 giugno scorso, era finito per un periodo ai domiciliari. L’ex sindaco sentito dal pool aveva detto come gli aspetti economici della sua campagna elettorale, dopo aver ammesso di essersi rivolto a Mazzacurati per ottenere un finanziamento ma negando di aver mai visto i soldi, erano stati seguiti dai due parlamentari ora finiti nel registro degli indagati.

Respinte le accuse

I due deputati del Pd i cui nomi circolavano fin dai primi giorni del blitz con 35 arresti tra carcere e domiciliari, avevano sempre smentito le affermazioni di Orsoni. Secondo quanto si è appreso nei prossimi giorni altri politici potrebbero essere sentiti dalla procura veneziana. L’ex sindaco dovrebbe andare a processo dopo che un’ipotesi di patteggiamento con la procura era stata respinta dal gup perché ritenuta troppo “leggera” specie sul fronte economico, la proposta di 16mila euro da versare al fondo per la giustizia.