Marò: Latorre incoraggia Girone. Il ministro indiano si affida all’astrologo

«Amici colleghi in Italia e all’estero auguriamoci sì, ma tutti insieme auguriamo a Salvo, una speciale festa di Santa Barbara» L’ha scritto su Facebook il fuciliere tarantino della Brigata Marina San Marco, Massimiliano Latorre, nel giorno in cui si festeggia la protettrice, tra l’altro, dei marinai della Marina militare. È la seconda volta in pochi giorni che il militare ricorda sul social network il suo commilitone, Salvatore Girone, rimasto in India dove entrambi sono accusati di aver ucciso due pescatori del posto scambiandoli per pirati. Girone è ancora trattenuto nell’ambasciata italiana a Nuova Dehli, Latorre nel settembre scorso è tornato in Italia con un permesso speciale di quattro mesi che la Corte Suprema indiana gli ha concesso per consentire al fuciliere di curarsi da un ictus sofferto in India.

Il governo dell’India si copre di ridicolo

Mentre continua il dramma dei Marò, la politica indiana si copre di ridicolo dopo che i media hanno rivelato che il ministro per lo Sviluppo delle risorse umane, Smriti Irani, ha consultato giorni fa per quattro ore in Rajasthan un rinomato astrologo che le avrebbe predetto che «un giorno o l’altro diventerà presidente». Il tema ha fatto irruzione anche in Parlamento dove nel corso di un dibattito sui temi dell’istruzione, l’autorevole deputato del Bjp al governo, Ramesh Pokhriyal, è intervenuto a favore della Irani sostenendo senza mezzi termini che «a confronto dell’astrologia, la scienza è un pigmeo». E dopo aver assicurato che «il primo vero test nucleare fu condotto 2000 anni fa in India dal filosofo Kanad» ha sentenziato che «tutte le altre scienze escono ridimensionate se raffrontate ai nostri antichi astrologi». I principali partiti di opposizione, fra cui il Congresso di Sonia Gandhi hanno criticato questa posizione, come avevano fatto quando in novembre il premier Narendra Modi, evocando la figura del Dio Ganesh (figlio primogenito di Shiva e Parvati raffigurato con una testa di elefante) aveva assicurato che si trattò in quel caso del primo intervento di chirurgia plastica della storia.