Mariotto Segni esce da un lungo letargo: si è “innamorato” di Renzi

A volte ritornano. Un po’ Cassandre, un po’ vecchi saggi in pensione. E Mariotto Segni non sfugge alla regola. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, tra trionfi effimeri e delusioni che bruciano, l’ex leader referendario, che ai primi anni Novanta aveva l’Italia in pugno, esce dal lungo letargo.

L’outing per Renzi

Presbite, per sua stessa ammissione, («Vedo lontano ma non vicino»), il figlio d’arte con il pallino del maggioritario e del presidenzialismo si concede a Giancarlo Perna e ammette il suo feeling per Matteo Renzi. Anche lui, 75 anni compiuti, caduto nella rete del premier rottamatore? «Nell’odierno marasma – dice dopo lunga riflessione – voterei Renzi pur dandone un giudizio tutt’altro che positivo…». Insomma questo è quello che passa il convento e Mariotto si adegua, anche se il giovane e aitante ex sindaco di Firenze si è circondato di pessimi ministri, «proni, anziché collaboratori validi». A partire dalla Boschi che l’austero ex docente di Diritto all’Università di Cagliari non sopporta.

Il premier scaramantico

Non si hanno notizie sulle reazioni di Renzi. Certo è che la biografia politica di Segni non si è distinta per successi duraturi. Dallo sfortunato Patto per l’Italia all’Elefantino con Fini  passando per il fallimento dei due referendum per l’abrogazione del proporzionale, Mariotto ha finito per azzoppare tutti i cavali sui quali ha puntato procurandosi la pessima fama di menagramo, marchio indelebile in un Paese superstizioso come l’Italia.

Benedizione o iattura?

Segni mentore? No grazie, deve aver pensato Renzi in cerca di riti scaramantici. «Renzi è indubbiamente l’ultimo frutto del movimento referendario che avviammo vent’anni fa. Non sarebbe esistito senza i referendum. Tutta la sua storia, dall’elezione a sindaco alla scalata nel Pd alla sconfitta e poi vittoria alle primarie, è un prodotto di questo percorso. In questo senso, certo, Renzi è figlio di noi referendari…», ha detto pochi mesi fa Segni. Una benedizione o una iattura?