Mantenere la linea e lavorare: ecco i mestieri che fanno ingrassare

Il tasso dell’obesità legato al mestiere: l’ultima frontiera della medicina preventiva propone di guardare anche a quest’orizzonte pur di ovviare a un problema fisico che, oltre che garantire una quotidianità scomoda e faticosa, rischia decisamente di assumere connotati letali. Così, un’indagine d’oltreoceano – dove il problema dell‘obesità è sicuramente più sentito che in altre aree geografiche del mondo – vuoi per cultura alimentare, vuoi per stile di vita, redatta dall’American journal of preventive medicine e ripresa da la Repubblicaanalizza i problemi legati al sovrappeso in relazione alla professione che si svolge. Un argomento a cui gli Usa sono molto sensibili anche perché, come opportunamente riportato da Repubblica che rilancia il report a stelle e strisce, «negli Usa, impiegati in forma significano per il datore di lavoro un risparmio medio del 9% in spese sanitarie e assenze per malattia». Non sono poche, allora, le novità sorprendenti che emergono dall’indagine scientifica: ecco, di seguito, la lista dei mestieri più a rischio per la linea.

Le professioni ad alto tasso di obesità

1 – Poliziotti, pompieri e guardie giurate. Secondo la classifcia riportata da Repubblica, i professionisti della sicurezza hanno loro malgrado – e malgrado una certa prestanza e agilità fisica che il loro ruolo prevede – un tasso di probabilità di diventare sovrappeso che supera il 40%. Come a dire che occuparsi della salvezza e dell’incolumità degli altri induce a non curarsi di se stessi.

2 – Lavoratori del sociale ed ecclesiastici. Per loro le probabilità di incappare nel rischio obesità sono pari al 35,6% delle possibilità.

3 – Infermieri, terapisti, architetti, ingegneri, autisti e camionisti, raggiungono una percentuale che varia dal 30 al 25%, laddove evidentemente, lo stare seduto a un tavolo da disegno o alla guida di un mezzo, sembra incidere meno sullalinea che su altri tipi di professione, decisamente più in movimento.

4 – Cuochi e baristi. Per loro individuato un tasso del 23,1% che, per quanto da non sottovalutare, evidenzia comunque un’attenzione esercitata sulla materia prima del loro operato: il cibo.

5 – Economisti, scienziati e psicologi. Per loro, con un indice di rischio basso, pari al 14, 2%, il podio dei più attenti alla linea, da condividere con attori, artisti e reporter, che li seguono a stretto giro.