Mafia Capitale e ‘ndrangheta: arrestati due emissari di Buzzi

Ci sono altri due arresti nell’inchiesta su Mafia Capitale. Riguardano il nuovo filone sui rapporti tra le cooperative gestite da Salvatore Buzzi e la ‘ndrangheta. Una terza persona è indagata a piede libero. In manette sono finiti Rocco Rotolo e Salvatore Ruggiero, che avrebbero garantito il collegamento con la cosca Mancuso di Limbadi, egemone nel territorio di Vibo Valentia.

Il viaggio in Calabria

Per gli inquirenti Rotolo e Ruggiero hanno fornito uno «stabile contributo» alle attività di Mafia Capitale grazie ai rapporti privilegiati instaurati con «qualificati esponenti» della ‘ndrangheta. Rapporti che sarebbero stati avviati nel 2009, quando i due, secondo quanto documentato dai carabinieri, compirono un viaggio in Calabria su richiesta di Buzzi. La “missione” aveva lo scopo di accreditarsi con i Mancuso, attraverso esponenti di un’altra cosca, la Piromalli.

Protezione in cambio di affari

 

L’occasione per avviare il sodalizio sarebbe stata la necessità di collocare alcuni immigrati in esubero presso il Cpt di Crotone. Da qui sarebbe nato un sodalizio che gli inquirenti hanno definito «sinallagmatico», ovvero basato su un rapporto di reciprocità e scambio di “favori”. Secondo l’accusa, in cambio di protezione, alla cosca Mancuso sarebbe stato assicurato l’ingresso negli affari romani delle cooperative di Buzzi. In particolare, i calabresi, a partire da luglio 2014, avrebbero ottenuto l’appalto per la pulizia del mercato Esquilino, attraverso l’assegnazione alla Onlus “Cooperativa Santo Stefano” dell’imprenditore Giovanni Campennì, ritenuto «imprenditore di riferimento» della cosca Mancuso.