La “maestrina” Boldrini vuole tutti ai suoi ordini. Ma alla Camera c’è chi dice no

Brava Laura Boldrini, in pochi mesi e in un colpo solo è riuscita a far imbufalire i commessi e funzionari della Camera che hanno visto falcidiare il proprio stipendio e a creare un’insolita alleanza tra i Cinquestelle e Forza Italia. Per una volta, infatti, i grillini e gli azzurri si sono coalizzati per bloccare le fughe in avanti della presidente della Camera. Ad accendere la nuova miccia sono state la riscrittura del regolamento di Montecitorio e la nomina del nuovo segretario generale. «La Camera non è camera sua – ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia al Giornale – abbiamo stoppato i suoi progetti e le abbiamo detto in sostanza di darsi una calmata». I retroscena della vicenda sono stati raccontati sapientemente sulle pagine del Giornale da Stefano Zurlo.

Cercasi segretario generale

Da mesi si cerca di individuare il successore del segretario generale della Camera, Ugo Zampetti che il prossimo  31 dicembre andrà in pensione. Gira che ti rigira a metterci lo zampino è stata la Boldrini che ha lanciato il suo segretario particolare Fabrizio Castaldi, a Montecitorio dal 1999 e figlio di un ex funzionario della Camera. Che sia un tecnico bravo lo dicono in tanti, peccato che forse considerata l’età (poco più che quarantenne) sia ancora un po’ inesperto per poter guidare un’istituzione complessa e difficile come la Camera dei Deputati. La scelta ha scatenato la forte opposizione di Cinquestelle e azzurri. Ma la Boldrini non si è arresa e dal cilindro ha tirato fuori un altro nome: Costantino Rizzuto. Chi è?  Cinquantenne, da oltre dodici anni guida l’ufficio del regolamento. Esperto di procedure parlamentari, guarda caso è stato l’ideatore della proposta di riforma del regolamento tanto voluta dalla Boldrini. Ma anche lui è stato cassato, come d’altronde lo erano state le norme che aveva partorito. «Come si fa – ha detto ancora Brunetta – a predisporre  il nuovo regolamento  della Camera se non sappiamo ancora come sarà la Camera? In questo contesto ci manca solo un regolamento come quello che la Boldrini voleva fare passare». In attesa che venga designato il successore di Zampetti, a Montecitorio si gettano le basi per formare la squadra  che andrà a sostenere il nuovo segretario generale. E pare, da voci di corridoio, che la Boldrini continui imperterrita a fare di testa sua: sceglie nomi e detta condizioni. I grillini hanno proposto funzionari alternati, ma lei invocando il regolamento ha fatto spallucce. D’altronde e non si sa perché, ma alla Camera comanda lei.