Altro che Lucianina: la star della satira dem è un vero gigante dell’immobiliare

A furia di sprizzare veleno contro leader politici di centrodestra. Di sputare sentenze su eminenze ecclesiastiche. Di cercare la risata facile sparolocciando senza tregua. Di ironizzare senza andare troppo per il sottile su degenerazioni sociali e doppi sensi sessuali – più in linea con gli stornelli da osteria che con l’humour dry dalle britanniche ascendenze – la musa della satira di sinistra radical chic «Lucianina» Littizzetto è riuscita a costruirsi una più che solida carriera comica e, quel che più conta e che meno si sa, a edificare nel tempo un poderoso piccolo regno immobiliare. Proprietà da far invidia a manager d’alta finanza e vip hollywoodiani che, a detta de il Giornale (che all’argomento ha dedicato un ampio e documentato servizio), conterebbe «15 immobili a Torino, (10 appartamenti, 3 garage e 2 magazzini); 6 immobili posseduti a Bosconero, paese d’origine dei genitori nel Canavese; 1 appartamento di proprietà nel centro di Milano, acquistato prima di tutti nel 1998». Per un totale di ben 22 proprietà immobiliari tra case, garage e un magazzino, che fanno della piccola «Lucianina» una grande imprenditrice del mattone.

Successo e beni in crescita

Come a dire, insomma, che a furia di scherzare su Arcore e le folli serate festaiole organizzate nelle sue stanze, anche la “Litti” si è fatta il suo modesto impero, con buona pace dello stereotipo radical kitch della sinistra progressista che da statuto ideale vorrebbe i suoi alfieri satirici il più lontano possibile dai prototipi che sbeffeggia. E invece, alla faccia del low profile, la guru della comicità corrosiva, che ha fatto di Berlusconi e del cardinal Ruini i bersagli prediletti delle sue frecciate irriverenti, attacca e attacca è arrivata a difendersi (e qualcosina in più) dalla crisi a suon di compravendite: e più il successo tv cresceva, più aumentavano i beni immobili. «Con i 700.000 euro incassati per le due edizioni del Festival di Sanremo accanto a Fazio Fazio – scrive infatti il Giornale – si può comprare bene. Ma anche con i diritti d’autore dei libri (molti pubblicati dalla berlusconiana Mondadori), gli spot per le coop e la Banca San Paolo, le comparsate nei film e nelle fiction Rai e Sky, i doppi sensi… sparati su Raitre. Così, dietro la signora della risata è cresciuta l’imperatrice del mattone. Immobiliare Littizzetto spa». L’articolo, con pazienza e precisione certosine, ripercorre le tappe della carriera di «Lucianina» parallelamente ai successi riscossi dalla comica piemontese nella meno nota veste di scaltra affarista del mattone. E dunque, procede dagli esordi di Avanzi con la Dandini e dal successo di Mai dire gol accanto alla Gialappa’s, al debutto nell’immobiliare con l’acquisto della casa meneghina («una novantina di metri quadrati, abitazione di tipo economico ma dalla rendita elevata in una zona prediletta dalla borghesia milanese» sottolinea il Giornale), fino ai successi di Sanremo e di Che tempo che fa, sublimati nel tempo dalle acquisizioni immobiliari «nella grande Torino»: «Dieci appartamenti, tre garage, due porzioni di un edificio accatastato come magazzino. Quasi tutte le case – aggiunge il quotidiano diretto da Sallusti – sono nella fascia precollinare sulla destra Po, zona residenziale, esclusiva, prestigiosa, non lontano dalla cupola neoclassica della Gran Madre di Dio». Perché ridendo e scherzando «che soldi che (si) fa»…