Lontani per 70 anni, si ritrovano su Facebook e si sposano

«È sempre amore, anche ad una certa età». Con queste parole e un volto raggiante don Cesare Terraneo, il parroco della chiesa dei Santi Nazzaro e Celso a Bellano (Lecco), ha concluso la cerimonia di nozze tra Antonia Gottifredi, 86 anni, e Giovanni Molinari, 89 anni. Una storia a lieto fine che inizia nel secolo scorso, quando 70 anni fa i due si conobbero frequentandosi per mesi per poi perdersi di vista a causa della guerra.

Un amore che nasce prima della guerra

Lei era commessa al Cotonificio Cantoni, lui invece faceva il militare all’Accademia Modena. Poi, dopo il secondo conflitto mondiale, venne assunto all’Eni a San Donato Milanese e le loro strade si separano: lei sulle rive del Lario, lui invece con una famiglia nel Milanese. Ma, a distanza di settant’anni si ritrovano, entrambi vedovi e pronti a riprendere la loro storia d’amore. «Per la verità l’avevo cercato con una lettera dopo la guerra – ricorda la sposa – ma non ho avuto risposta». Lui torna a Bellano, chiede della “signora Gottifredi” ma non la trova. Meglio usare il web e così, con l’aiuto delle nipoti, rintraccia su Facebook la “signora Antonia”. E su una panchina che si affaccia sul lago con un mazzo di rose rosse, conquista di nuovo il suo cuore, un anno fa. Da allora, come racconta Antonia, inizia il loro nuovo amore, con il matrimonio che viene fissato per luglio e poi rinviato per un incidente capitato allo sposo. In mattinata, davanti a parenti e qualche amico di famiglia, sono state quindi celebrate le nozze, alla presenza anche del sindaco di Bellano Roberto Santalucia.

Alla cerimonia nipoti e pronipoti

I due sono arrivati con vetture distinte, come si conviene a ogni matrimonio, e ad attenderli sulla porta della chiesa nipoti e pronipoti. Lei in abito grigio con pelliccia, accompagnata dal figlio Luigi all’altare. Lui in smoking a braccetto con la nipote Francesca all’ingresso in chiesa, che è stata addobbata con rose rosse. «’Abbiamo scelto le rose – ha detto Antonia – perché è il fiore da noi preferito. E il regalo che mi è più rimasto nel cuore è quel mazzo di rose rosse che mi ha regalato sul lungo lago». Il parroco don Cesare Terraneo ha unito i due sposi in matrimonio. «Il vostro sogno – ha detto durante la cerimonia – si sta ora avverando». «Giovanni è sempre stato un romantico e lo è stato anche oggi», ha detto all’uscita dalla chiesa la sposa. Poi il pranzo al hotel Meridiana e il giro in auto davanti a quel luogo, l’ex Cotonificio Cantoni, dove è iniziata la loro storia.