L’Isis lancia il sondaggio on-line: come ammazzereste il pilota?

Una foto del pilota giordano catturato dallo Stato islamico nel nord della Siria dopo che il suo caccia, parte della Coalizione anti-jihadisti, era precipitato nei pressi di Raqqa, è apparsa sulla rivista Dabiq, uno degli organi dell’Isis insieme ad un’intervista al prigioniero. Il tenente dell’aeronautica giordana, Muadh al Kassasbe, 26 anni, indossa una maglia arancione. «Suo padre e suo fratello hanno implorato per il suo rilascio – si legge nel magazine Dabiq – dichiarando che egli era un sincero musulmano, non realizzando che era un mortale nemico dato che prestava il suo servizio militare per la forza apostata giordana e per la sua partecipazione alla crociata che ha ucciso tanto musulmani». Nell’intervista, a domanda e risposta, il prigioniero, che viene definito “apostata”, fornisce delle notizie diverse da quelle finora diramate dalle forze armate americane. «Un missile ha colpito il mio aereo F-16 mentre sorvolavo la regione di Raqqa. Mi sono lanciato con il paracadute e, una volta atterrato, sono stati preso da soldati dell’Isis». Finora gli Stati Uniti avevano negato l’eventualità che l’Isis avesse abbattuto dei velivoli della coalizione, parlando piuttosto di un guasto tecnico. Alla domanda: «Hai notizie di piloti americani uccisi in missione?» il pilota risponde fornendo una notizia inedita. «Ai primi di dicembre uno di loro, decollato dalla base aerea di Muwaffaw al Salti ha avuto problemi a un motore ed è precipitato in Giordania. Il pilota è morto nell’incidente». Le ultime domande, sono le più agghiaccianti: «Hai mai visto qualcuno dei nostri filmati?»«No». «Faremo in modo che i carcerieri provvedano a farti vedere Quello che non piace ai miscredenti. Sai che cosa l’Isis farà di te?» «Sì…Mi uccideranno…», risponde il pilota giordano.

Anche un video dedicato agli italiani

Proprio in queste ore su Twitter l’Isis ha lanciato un sondaggio su come ammazzare il pilota catturato. Sul sito vengono raccolti suggerimenti su «come uccidere il pilota giordano» con tag come «vogliamo tutti trucidare Muadh». L’Isis ha aggiornato con il tempo la sua strategia comunicativa adeguandola ai media occidentali. Sul sito c’è un video dell’11 novembre scorso, sottotitolato anche in lingua italiana, dove viene mostrata la «metodologia profetica» dell’Isis. Nel video, particolarmente raccapricciante, vi sono immagini di attentati, di esecuzioni e di edifici fatti saltare in aria. Stragi che vengono spiegate con citazioni coraniche come questa: «Non è lecito lasciare in piedi i luoghi del politeismo e degli apostati una volta che avete modo, anche solo per un giorno, di raderli al suolo. Sono certamente simboli di miscredenza e politeismo e provengono dal più grande dei mali. Pertanto non è permesso, nel modo più assoluto, di risparmiarli quando siete in grado di poterli rimuovere».

Dabiq celebra la grandezza dell’attentatore di Sidney

Sulla rivista on line che riporta l’intervista al prigioniero giordano, l’apertura è dedicata all’attentatore iraniano che ha seminato il panico in una caffetteria di Sidney.  «Ci saranno altri – si legge nella rivista – che seguiranno gli esempi di Man Haron Monis e Numan Haider in Australia, Martin Couture-Rouleau e Micheal Zehaf Bibeau in Canda, Zale Thompson in American e Bertanda Nzohbabonayo in Francia e in tutti l’Occidente. I musulmani continueranno a sconfiggere la macchina da guerra degli infedeli, attaccheranno i crociati nelle loro stesse strade porteranno la guerra sul loro stesso suolo».