L’identikit dei baby-delinquenti: oltre ventimila affidati ai servizi sociali

È un piccolo esercito di oltre ventimila baby-delinquenti quello radiografato dall’Istat che, insieme al Dipartimento della giustizia minorile del ministero della Giustizia, ha realizzato l’annuale report sull’andamento della giustizia chiamata ad affrontare il delicato capitolo della “punizione” e del recupero dei soggetti che precocemente iniziano a seguire strade sbagliate e comportamenti violenti.

Un esercito di minori che delinque

Per la precisione, sono 20.213 gli autori di reato presi in carico nel 2013 dagli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni (Ussm). Sono 2.020 gli ingressi nei Centri di prima accoglienza, 1.894 quelli nelle Comunità, 1.201 gli ingressi negli Istituti penali per i minorenni. Aumenta il numero dei minori in carico ai servizi sociali, soprattutto tra il 2010 e il 2011 (+9,8%). Nel 2013 sono il 10,1% in più rispetto al 2010 e segnano un +13,4% rispetto al 2008. «L’aumento, però – spiega l’indagine statistica – è dovuto non tanto alla presa in carico di nuovi soggetti, quanto alla maggiore durata del trattamento secondo le disposizioni dell’autorità giudiziaria minorile». Una parte dei minori «in area penale esterna» è in carico agli Ussm con provvedimento di messa alla prova. Nel 2013 sono stati emessi 3.456 provvedimenti di messa alla prova, un valore in aumento nel tempo (+85% rispetto al 2003), anche in confronto al totale dei minori per i quali è iniziata l’azione penale. Nei Centri di prima accoglienza si conferma, invece, il trend decrescente degli ingressi iniziato nel 2005 (-8% rispetto al 2012, -42,6% rispetto al 2013). Nelle Comunità il numero dei minori presenti al 31 dicembre 2013 è triplicato rispetto all’inizio del decennio (906), sebbene nel 2013 si registri un calo del 3% rispetto al 2012. Infine, negli Istituti penali il numero dei detenuti è diminuito sia nel 2012 (-8%) sia nel 2013 (-12%), con valori pari a 494 nel 2011, 456 nel 2012, 401 del 2013.

Ecco chi commette crimini

Per quanto riguarda la distinzione maschi-femmine e la provenienza, la maggior parte degli adolescenti che commette crimini, è maschio ed è italiano, mentre quelli stranieri sono soprattutto adolescenti nomadi originari dei Paesi dell’est e minori magrebini. Nel dettaglio, le principali aree geografiche da cui provengono gli stranieri sono l’Est europeo (Romania, Paesi dell’ex Jugoslavia, Albania) e il Nord Africa (Marocco, Tunisia, Egitto). Le ragazze arrivano soprattutto da Romania, Croazia, Bosnia Erzegovina e Serbia. Quanto alla tipologia delle azioni fuorilegge commesse, a causa delle quali i minori incappano nelle maglie della giustizia, il report rileva che i baby-criminali si dedicano prevalentemente ai reati contro il patrimonio, soprattutto furto e rapina: il 45,9% dei reclusi negli Ussm, il 62% di quelli presenti nei Cpa e il 54% dei detenuti nelle Comunità e negli Ipm. Frequenti sono anche le violazioni delle disposizioni in materia di sostanze stupefacenti, soprattutto tra gli italiani, mentre tra i reati contro la persona prevalgono le lesioni personali volontarie, ossia atti di violenza vera e propria.