Lezioni gender? No grazie. Le famiglie possono opporsi scrivendo ai presidi

Progetti scolastici per propagandare la filosofia gender? No grazie. Il problema è da tempo sul tappeto e i genitori che non sono d’accordo hanno adesso uno strumento in più per difendersi dall’indottrinamento secondo il quale il genere sessuale è frutto di una libera scelta e dunque nascere maschio o femmina non comporta alcun tipo di inclinazione naturale. Qual è questo strumento? Una lettera che si può scaricare dalla pagina Facebook di Le Manif Pour Tous Italia o dal sito Notizie Provita con cui i genitori possono esonerare i loro figli dalla partecipazioni ad attività scolastiche incentrate sui progetti gender. Comunicazione che va consegnata ai dirigenti scolastici.

Cosa chiede la lettera

Nella lettera i genitori possono chiedere alla scuola di notificare loro con congruo anticipo e per iscritto la programmazione di ogni lezione, progetto, attività didattica che si tiene dentro e fuori l’Istituto, riguardante a) questioni fisiche e morali connesse con la sfera affettiva e sessuale dei discenti; b) campagne contro il bullismo, o le discriminazioni, o il razzismo o la parità di genere. E ancora che nella notifica sia descritto in modo completo e dettagliato il contenuto dell’attività didattica in questione, i materiali e i sussidi usati, la data, l’ora e la durata della stessa, e ogni informazione necessaria a identificare le persone e gli enti coinvolti nella organizzazione dell’attività in questione, al fine di valutare anche i loro titoli. E che infine in mancanza di tale notifica o del consenso scritto dei genitori l’alunno sia esonerato dal partecipare al progetto in questione.

Coinvolti asili e scuole elementari

I progetti in questione passano spesso attraverso bandi comunali e regionali per finanziare progetti che si presentano come iniziative contro il “bullismo omofobico” o contro gli stereotipi di genere e si rivolgono alle scuole dell’infanzia, asili e scuole elementari per “favorire” la “omogenitorialità”. Data l’importanza dei temi in questione è sacrosanta la richiesta delle famiglie di venire a conoscenza preventivamente di queste forme di “didattica” alternativa.