La destra siciliana si ritrova unita nel ricordo di Giorgio Almirante

«Unire un partito non dev’essere stato facile. Unire un’area politica lo è ancora di più. Ma farlo quasi trent’anni dopo esser morti è un’impresa unica e magica. Il fatto è accaduto in un piccolo centro appena fuori Catania, in Sicilia, quando, all’interno di un clima celebrativo – scrive il sito www.barbadillo.it – si sono ritrovati seduti insieme l’onorevole Nello Musumeci, che di Forza Italia non ne ha mai voluto sapere, Salvo Pogliese, eurodeputato che dentro Forza Italia non ha mai voluto saperne di nascondere le sue origini missine, e l’on. Ignazio La Russa, che proprio da dentro i legittimi eredi dell’Msi non ha mai smesso di credere nella pacificazione tra le varie anime del centrodestra, anzi, destra al centro. Il protagonista indiscusso non era però seduto con loro, anche se la sua presenza si è fatta sentire in memoria di quello storico 16% racimolato in Sicilia nel 1971 – vero record per un partitino “anticostituzionale” – ossia Giorgio Almirante».

Il convegno promosso dalla Fondazione Alleanza Nazionale

«A San Giovanni La Punta di Catania – continua barbadillo.it – l’ennesima kermesse per ricordare Giorgio Almirante, lo storico segretario dell’Msi, si è rivelata un momento di distensione per la destra siciliana e nazionale. La Fondazione di Alleanza Nazionale promuove ormai da mesi incontri come questo in occasione della celebrazione dei cento anni dalla nascita di Almirante. In Sicilia, poi, Almirante tenne le sue campagne più convincenti, trasformando l’isola in un laboratorio culturale, dall’antimafia al nazionalismo. Tutte tematiche toccate ieri (20 dicembre, ndr) dagli ospiti che si sono scambiati più di qualche stretta di mano. Ad aprire le danze del disgelo l’on. Nello Musumeci – almirantiano doc – che si è detto dispiaciuto di non avere più un’unica base in cui portare avanti le storiche battaglie dell’Msi. Lo stesso Salvo Pogliese, eurodeputato di Forza Italia e vera macchina del consenso, ha potuto rimpiangere di non aver conosciuto Almirante per ragioni anagrafiche seppur spinto a far politica dalle foto di piazza dell’Università a Catania gremita di gente, venuta in massa per sentire lo storico segretario dagli occhi azzurri. “Ci ha fatto abbassare gli ombrelli e siamo stati ad ascoltarlo sotto la pioggia per due ore, senza renderci conto di esserci inzuppati” ha proseguito e concluso Ignazio La Russa, il più titolato a parlare avendo ricoperto incarichi nazionali nel Fronte della Gioventù proprio a fianco dell’ultimo segretariato di Almirante. “Se tutti i fascisti fossero come voi, mi dicevano… – ha aggiunto il cofondatore di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale – ma perché chi altri sarebbero i fascisti se non noi?” rispondeva La Russa in quei tempi difficili degli anni di piombo, quando si moriva per esser etichettati “picchiatori da strada”».

L’amore per Mussolini

«Invece l’epoca di Giorgio Almirante, seppur fascista che mai rinnegò il suo amore per Mussolini, fu contraddistinta dal “doppiopetto” democratico e incalzante, ma mai violento e ridondante. Non rinnegare, non restaurare, si diceva. Appunto, eppure a San Giovanni La Punta, piacevole paesino alle pendici dell’Etna, si è andati oltre. Tra gli abbracci degli amici ritrovati, senza rimpianti ma con qualche rammarico per scelte diverse, non condivise ma comunque rispettate – conclude barbadillo.it – ci si è guardati negli occhi e per un attimo è sembrato di aver riscoperto quell’atmosfera di pacificazione e comunitarismo, mentre alle spalle la foto gigante di Almirante raccontava un miracolo non ancora dispiegatosi: può ancora unire la storia di un personaggio politico, se quei valori gli sopravvivono alla morte, raccontando di come ci si scaldava quando parlava quell’ultimo segretario fascista, rimasto nel cuore anche di chi non l’ha mai conosciuto».