In India il record degli stupri: 25mila, una «vergogna nazionale»

India: la terra in cui la «vergogna nazionale» dello stupro ha raggiunto un numeri di casi registrato inquietante. Già, proprio il “gigante asiatico”: la terra della legalità esasperata che trattiene da quasi tre anni due marò accusati dell’omicidio di due pescatori nel corso di un’operazione di pattugliamento anti-pirateria, è il Paese che rivela in queste ore il triste primato delle aggressioni sessuali, che restano però evidentemente impunite nella grande maggioranza dei casi. Le cifre sono da capogiro: solo nel 2014 sarebbero stati registrati ben 25.000 casi di violenza sessuale nei confronti di donne e bambini. Un numero inquietante che probabilmente non include chissà quanti episodi di aggressione e soprusi non denunciati, o comunque non acclarati. Una realtà allarmante, quella codificata dai resoconti, che in un intervento al Rajya Sabha (Camera alta) del Parlamento, il ministro dell’interno ha dichiarato di voler contrastare con fermezza: «Il governo – ha detto Rajnath Singh –  è deciso ad assumere tutte le iniziative necessarie per tutelare la sicurezza delle donne e dei bambini indiani». Donne e bambine indifese, spesso aggredite in luoghi pubblici e da un branco di violentatori senza scrupoli. Un crimine odioso, quello della violenza carnale, a cui si aggiunge spesso anche il successivo omicidio della vittima abusata, per impiccagione, o con il fuoco.

L’ultima vittima solo pochi giorni fa

È solo di pochi giorni fa la notizia della morte della quindicenne che ha lottato fino allo stremo per difendersi da una banda che voleva violentarla, deceduta dopo giorni di agonia in un letto di ospedale per le terribili ferite e le ustioni provocate dalle reazioni dei sei uomini ulteriormente incattiviti dalla resistenza opposta dalla ragazzina. Un branco di assassini spietati che non hanno esistato a cospargere di cherosene la giovane, per poi darle fuoco.

Il caso dello stupro nel taxi

E quando non con le fiamme, spesso lo stupro si conclude con l’impiccagione della ragazza aggredita. È un triste elenco di casi e modalità criminali, quello degli stupri in India, il cui ultimo episodio risale appena a venerdì scorso, quando un tassista ha violentato nel suo veicolo una professionista di 26 anni. «Il caso appena accaduto mi ha ulteriormente afflitto – ha commentato a riguardo il ministro dell’Interno Singh. Il governo indiano condanna fortemente questo atto ignobile. Ogni iniziativa verrà presa – ha quindi concluso – per portare il responsabile davanti alla giustizia». Eppure in India è tristemente noto che molti dei casi di violenza sessuale vengono archiviati senza un colpevole riconosciuto e punito…