In tanti per l’ultimo saluto a Virna Lisi, la diva che snobbò Hollywood

Roma tributa l’ultimo saluto a Virna Lisi: i funerali dell’attrice, scomparsa nel sonno giovedì a 78 anni, si sono svolti nella parrocchia di San Roberto Bellarmino, nel quartiere Parioli della capitale, dove la diva abitava. Una folla silenziosa e commossa ha accompagnato l’ingresso del feretro in chiesa: una chiesa gremita di gente, da rappresentanti del mondo politico come Veltroni e Cirino Pomicino, a personaggi dello spettacolo e del mondo della cultura – tra i tanti c’erano i fratelli Vanzina, Massimo Giletti, e i colleghi delle ultime fiction che hanno impegnato l’attrice per il piccolo schermo, Gabriel Garko e Eva Grimaldi– . E ancora, tra la folla si potevano distinguere anche i volti provati dall’emozione del presidente del Coni Giovanni Malagò, della stilista Laura Biagiotti (amica di una vita), del press agent Enrico Lucherini. E poi tanta gente che ha affollato il sagrato, desiderosa di condividere il dolore e il rimpiamto per la perdita di una delle interpreti più amate, raffinate, discrete, del panorama cinematografico italiano.

L’antidiva che sedusse Hollywood

Viso angelico. Temperamento vulcanico. Bellezza penetrante e fascino intramontabile, Virna Lisi sul grande schermo ha destituito di fondamento – con volitiva determinazione, e a suon di successi popolari e riconoscimenti critici – l’immagine della bionda svampita, bella ma necessariamente di poco carattere, che l’immaginario anni Sessanta e il mito di Marilyn – che Hollywood aveva cercato di duplicare contrattualizzandola – avevano imposto. Ma lei, sorda ai richiami delle sirene del jet set, e decisa a smentire luoghi comuni cinematografici e stereotipi modaioli, quando mancavano ancora sette anni di lavoro americano per ottemperare il contratto firmato con le major, scelse di pagare sanzioni pesanti per la rescissione immediata degli accordi, di voltare le spalle all’american dream condiviso con Jack Lemmon, Frank Sinatra e Tony Curtis, e di tornare a Roma. Del resto, avrebbe confessato la Lisi anni dopo, «mi proposero di interpretare Barbarella. Dissi di no: spiegai che io con quelle ali d’oro proprio non mi ci vedevo»… E di certo molto meglio si sarebbe vista – e sarebbe apparsa – nei ruoli a lei affidati da cineasti di casa nostra del calibro di Pietro Germi, Gianni Amelio, Alberto Lattuada. Fino a Cristina Comencini, la regista per cui l’attrice ha girato Latin Lover: la sua ultima fatica istrionica. Un film che uscirà a Pasqua e di cui Virna Lisi, con rammarico di tutti, non vedrà la presentazione.