Immigrazione, una nuova casa in Senegal per chi lascia il Veneto

Dal Veneto tornano in Senegal, dove nel frattempo hanno edificato le loro case grazie ai guadagni ottenuti con il lavoro nelle fabbriche del trevigiano. Sono un gruppo di immigrati senegalesi – sulle centinaia che risiedono e lavorano stabilmente nel coneglianese – che hanno concluso la loro avventura in Italia e adesso, grazie al progetto tra l’amministrazione di centrodestra di Conegliano e la cittadina africana di Bignona, rientrano in patria. Forse rimarranno in Veneto solo i loro figli più grandi, che a loro volta nel frattempo hanno concluso gli studi e si affacciano al mondo del lavoro. Nei giorni scorsi era giunto a Conegliano, per fissare i dettagli delle prime partenze dei connazionali, il sindaco di Bignona, nel sud del Senegal, Mamadou Iamine Keita. Domani incontrerà una delegazione di suoi concittadini, emigrati più di 20 anni fa, ora pronti a ritornare nel paese d’origine. Così verrà fatto il punto sull’avanzamento del progetto edilizio pilota avviato lo scorso maggio, che prevede la costruzione in Senegal del nuovo quartiere “Veneto” a Bignona, composto da circa 600 abitazioni. Oltre un centinaio di queste sono pronte, edificate al costo medio di 20mila euro ciascuna, grazie soprattutto ai risparmi accumulati dai lavoratori africani negli anni di permanenza nel trevigiano.

Un progetto sostenuto dal sindaco di Conegliano

«Rientrano per scelta – spiega il sindaco di Conegliano, Floriano Zambon – non perché abbiano perso il lavoro o altre complicazioni. Quando sono arrivate qui molte delle famiglie senegalesi avevano il preciso proposito di accumulare il capitale sufficiente a ritornare un giorno a casa propria ed avviare una propria attività. Esattamente come i migranti italiani nella prima metà del secolo scorso”. Il Comune di Conegliano ad oggi ha già riconosciuto la cittadinanza italiana ad oltre 300 stranieri «ma molti neppure la chiedono – prosegue Zambon – perché il loro unico obiettivo è quello di tornare dove sono nati. Porto spesso come esempio il caso di una coppia senegalese i cui tre figli, nati in Italia, sono oggi diplomati e laureati. I genitori mi spiegano che hanno dato loro le ali; adesso decideranno loro se rimanere qui o seguirli in Africa». Per il progetto il Comune di Conegliano si era reso disponibile a fornire tutta l’assistenza tecnica, mentre per ottenere dei contributi si è fatto ricorso a risorse regionali ed europee, sfruttando anche una collaborazione con vari imprenditori trevigiani. Per la posa della prima pietra delle case del quartiere “Veneto” si erano recati in Senegal nel maggio scorso l’assessore all’immigrazione di Conegliano, Enzo Perin, e il mediatore culturale Thiam Massamba. Un mese fa aveva ricambiato la visita nella città trevigiana il ministro senegalese El Hadji Omar Yooum. Oggi in Veneto vivono circa ottomila senegalesi, alcune centinaia dei quali proprio nel coneglianese.