Il Casaleggio-pensiero ha fatto flop: ecco i 4 motivi del fallimento

L’idea della democrazia digitale di Gianroberto Casaleggio ha fatto flop. A certificarlo è stato l’annuncio di Beppe Grillo: «Sono stanchino». L’idea che il Movimento 5 Stelle debba tornare alla ispirazione “originaria” , come chiesto da tanti attivisti pentastellati dopo le espulsioni di Paola Pinna e Massimo Artini, è una strada senza uscita. Il problema sta nelle macroscopiche contraddizioni presenti nell’ispirazione stessa. La rivista Wired ne ha analizzato le ragioni. «Il problema è che quell’idea, la “iperdemocrazia“, non poteva funzionare. E non ha funzionato». Ecco i motivi del fallimento.

1) La partecipazione on line è diventata un fantoccio

I click sul blog sono importanti ma non sono sufficienti a fare democrazia. Occorre anche l’intermediazione  dei giornali, dei partiti, dei corpi intermedi che avvicinano i cittadini alla cosa pubblica. In caso contrario, la democrazia digitale – come dimostrato dalla vita concreta  del MoVimento – diventa un fantoccio, «una terribile menzogna» ha scritto Wired.

2) La “diarchia dei non leader” è un inganno

La “diarchia” di Grillo e Casaleggio avrebbe dovuto garantire il rispetto del “non statuto” e abbattere ogni differenza gerarchica: il voto di un militante e di Grillo avrebbero dovuto avere lo stesso peso. «Nella prassi è andata diversamente, ma il punto è che non si capisce come avrebbe potuto essere altrimenti. Come, in altre parole, invece della realtà quotidiana del compromesso con un sistema di democrazia rappresentativa avrebbe potuto affermarsi quell’utopia slegata da ogni contesto istituzionale, e irrispettosa di ciascuna delle tante critiche che quell’utopia ha già ricevuto nella storia del pensiero politico negli ultimi vent’anni in particolare».

3) La Rete non è il solo “mediatore” con la politica

«Non dovevano esserci livelli intermedi tra cittadini e decisione politica. L’unico mediatore doveva essere la Rete . E invece il risultato, nei fatti, è stato che il movimento è stato retto nelle sue linee politiche di fondo da un duo di non-leader, dal loro (misterioso e ripetutamente criticato) staff, da un inner circle di comunicatori di vario tipo – ed è un primo strato».

4) Grillo si è autosmentito

Oggi si  vorrebbe aggiungere un secondo “strato” di intermediazione tra questa non-leadership e i non-parlamentari (i “cittadini-portavoce”). Per Wired è la chiara ammissione di una sconfitta di metodo. «Un metodo che del resto lo stesso Grillo ha violato espellendo Pinna e Artini facendo precedere il voto online a una decisione maggioritaria dei gruppi parlamentari».