I tecnici del Senato contro il “bonus” da 80 euro: dove sono le coperture?

Dubbi dei tecnici del Senato sul bonus 80 euro, in particolare sulla platea, ma anche sulle norme Irap, sul Tfr in busta paga, sugli sgravi contributivi per le nuove assunzioni e sul Fondo buona scuola. È quanto emerge dal dossier di servizio bilancio di Palazzo Madama che evidenzia la mancanza di relazione tecnica sul complesso del provvedimento. Nel consueto dossier del Servizio Bilancio che “fa le pulci” alla legge di Stabilità si osserva come per quanto riguarda la stabilizzazione del bonus 80 euro, misura tra l’altro non modificata durante l’esame alla Camera, «la quantificazione della relazione tecnica non risulti verificabile in modo puntuale. Sarebbe quantomeno opportuno acquisire – evidenziano i tecnici di Palazzo Madama, che già in passato hanno bocciato le misure di Renzi – rassicurazioni in merito al fatto che siano stati adeguatamente considerati possibili cambiamenti, nel tempo, della numerosità dei diversi insiemi dei soggetti interessati». Anche perché «l’eventuale mutamento nel tempo della numerosità di detti insiemi appare suscettibile di influire sugli effetti finanziari delle disposizioni in esame».

Dubbi anche sul Tfr in busta paga

I tecnici di Palazzo Madama sollevano dubbi anche sul fronte della deduzione del costo del lavoro dall’Irap: «In un’ottica di stima prudenziale» il rischio, evidenziano i tecnici, è quello di un «minor gettito. Pertanto si chiedono chiarimenti», dicono i tecnici che anche per quanto il Tfr in busta paga evidenziano come la relazione tecnica non fornisca alcun «dato che consenta una verifica puntuale dell’impatto della disposizione». Tra le norme poi che finiscono nel mirino del Servizio bilancio spunta anche l’Ecobonus: «Gli effetti positivi sul gettito sono riferibili interamente al primo anno, il 2015. Nell’eventualità che la quantificazione del loro ammontare risultasse sovrastimata – mettono in risalto gli esperti – si verificherebbe dunque uno squilibrio finanziario». Seppure per una ragione opposta, vale a dire per un eccesso di copertura, nel mirino del Servizio bilancio finisce infine anche il bonus bebè: la modifica approvata alla Camera che introduce l’utilizzo dell’Isee (fissando la soglia a 25 mila euro)ha come conseguenza «il restringimento dei beneficiari e dei relativi oneri». Tuttavia, si legge nel dossier, «la previsione dell’onere è riferita al testo iniziale», che «pertanto è da ritenersi incongrua e sovrabbondante, salvo non si fossero determinati errori rilevanti nella prima stima».