Grillo: meglio il bunga bunga del magna magna di Matteo Renzi

Di fronte a Matteo Renzi persino il Cavaliere è un dilettante. «Siamo passati dalle cene eleganti di Berlusconi alle cene furfanti di Renzie». Parola di Beppe Grillo che, dopo averlo definito “un cartone animato”, torna a puntare i cannoni contro l’ex rottamatore,  toccato (seppure di striscio) dalle inchieste di MafiaCapitale che hanno scoperchiato la cupola rossa e dato il ko definitivo alla superiorità etica degli eredi di Berlinguer.

Il bunga bunga va rivalutato

«Il bunga bunga va rivalutato, sempre meglio del magna magna», scrive sul suo blog il leader dei Cinquestelle a proposito della partecipazione a una delle cene elettorali di Renzi del ras delle coop rosse, Salvatore Buzzi, arrestato per associazione mafiosa. Nel post l’urticante  Beppe riporta le parole di Claudio Bolla, il vice di Buzzi, che a Piazza Pulita sulla 7  aveva  detto testualmente “eravamo in cinque, tra i quali Buzzi. Abbiamo pagato mille euro a testa. L’unico dubbio che mi è rimasto è che forse il tavolo costava diecimila. A Buzzi Renzi piaceva perché è decisionista”.

Il magna magna del premier

Nel derby tra le “cene eleganti” di Berlusconi e quelle “furfanti” dell’ex rottamatore l’ex comico non ha dubbi.  «Nel primo caso si fottono in privato, nel secondo sono i criminali a pagare per fottere i cittadini». Indovina chi viene a cena per finanziare il Pd? Non si sa. «Si aspetta ancora l’elenco dei partecipanti al banchetto elettorale come promesso da Renzie. Mille euro a botta come neppure una escort di alto bordo, 10.000 per un tavolino. L’unico ad aver fatto outing è Buzzi. Lo avrà fatto per solidarietà con Marino? Per simpatia politica? Per un moto di affetto nei confronti di Poletti?».

L’imbarazzo di Renzi

Il premier cerca di cavarsela con una battuta: «Io ho fatto una cena di autofinanziamento per il Pd, una a Milano e una a Roma. Le mie cene, vedendo come sto ingrassando, sono un po’ un problema, lo dico con grande rispetto a Beppe Grillo». Ma della lista degli invitati alle cene non c’è traccia.