Furti di rame, sgominata una banda di romeni nel ragusano

Il furto di rame rendeva così bene a una banda di romeni nel Ragusano, che non bastava più la “manodopera” presente in Sicilia, e così faceva arrivare ladri di “oro rosso” dal Paese d’origine. È quanto emerge dall’operazione “Alta Tensione” della polizia di Stato di Ragusa che ha arrestato sei persone in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Gip. L’associazione a delinquere di romeni specializzati nel furto di rame operava nei territori di Comiso, Ragusa, Chiaramonte Gulfi, Giarratana e Mazzarrone. In sei mesi la banda avrebbe procurato danni all’Enel per oltre un milione di euro e causato gravi danni anche ad aziende agricole e zootecniche della provincia iblea. Le indagini sono state eseguite dalla squadra mobile di Ragusa e dal commissariato della polizia di Stato di Comiso.

Operazione “alberi da tagliare”

Complessivamente, durante i controlli eseguiti negli ultimi sei mesi, la squadra mobile di Ragusa e agenti del commissariato di Comiso hanno arrestato 17 persone e denunciate altre 12 per ricettazione. I furti, secondo la ricostruzione degli investigatori, erano progettati a cena. Obiettivi principali dell’organizzazione le campate di alta tensione dell’Enel, che in codice erano definite “alberi da tagliare”. Il “taglio” del cavo era eseguito da un esperto, capace di incassare 100 euro a notte. Ai furti partecipavano 4-5 persone. L’autista arrivava a operazione conclusa per evitare di fare nascere sospetti. L’indagine ha accertato 15 furti all’Enel, per un totale di 7.800 chilogrammi di rame sequestrato tra gennaio e giugno scorsi. Scoperti anche due furti nell’ex base Nato di Comiso, per circa 900 chili di oro rosso.