Film-documentario ritirato, gli hacker di Ciccio Kim spaventano la Sony

C’è poco da ridere e scherzare. Perché gli hacker di Ciccio Kim ce l’hanno proprio fatta. Hanno colpito nientemeno che la Sony, colosso globale multimedia. Ciò significa che “The Interviev” il film documentario non sarà distribuito né proiettato. Altro che terrorismo internazionale. La nuova frontiera inaugurata dal dittatore coreano è quella della guerra informatica. Chiunque voglia o provi a ridicolizzare Kim Jong Un, terzo della stirpe che comanda nel Nord Corea, da ora in poi dovrà fare i conti con una squadra di hacker di primissimo livello.

Il giovane dittatore potrà pavoneggiarsi

Un gruppo capace di interferire e bloccare anche i più avanzati sistemi multimediali. La conferma è giunta addirittura dall’Fbi i cui agenti hanno infatti accertato che è proprio il governo della Corea del Nord il responsabile dell’attacco informatico subito da Sony Pictures a seguito della decisione della multinazionale di produrre e quindi distribuire il film documentario sul dittatore e sulla sua terra. Secondo gli analisti dell’Fbi gli strumenti utilizzati per gli attacchi informatici alla Sony sono infatti simili a quelli usati lo scorso anno per attaccare banche e media nella Corea del Sud. Il giovane Kim potrà così pavoneggiarsi ancora e più di prima davanti al suo popolo festante: i capitalisti guerrafondai hanno avuto quel che si sono meritati. E sono dovuti addivenire a più miti consigli. Talmente miti che neppure l’appello del liberal in servizio permanente effettivo George Cloney al sistema Hollywood ha avuto effetti. Nessuno ha avuto infatti il coraggio di sfidare il divieto imposto dagli hacker coreani. Il filmato non verrà proiettato. La Corea del Nord può festeggiare. La capacità tecnica dell’Occidente subisce un colpo devastante.