Lo dice anche Luttwak: «L’Italia può salvarsi solo uscendo dall’euro»

L’Italia? È come un asino che porta sulla schiena un peso enorme. Renzi? «Non può continuare a circondarsi di ministri così inadeguati, per sentirsi bello e saggio». Il debito italiano? È finito nella pancia della “casta”. Ne ha per tutti Edward Luttwak nella lunga intervista concessa a Italia Oggi. Ma il punto che fa davvero venire i brividi è laddove parla dell‘euro: l’Italia può salvarsi solo  uscendo dalla moneta unica. Se non lo farà,  «la sofferenza sociale e la situazione si farà estrema, anzi mi meraviglio che il collasso politico non sia già avvenuto». Non è da prendere sottogamba quello che dice il politologo americano, che l’Italia la studia da sempre. E quasi sempre ci azzecca.

Una questione “aritmetica”

Il ragionamento di Luttwak si basa su aride cifre, ma è implacabile. «Con l’euro non c’è e non ci sarà crescita. E ci sarà maggiore disoccupazione». È una questione “aritmetica“ : «Il debito italiano è oltre 2mila miliardi ma l’Italia ha dovuto aderire al fiscal compact per cui, ogni anno, deve ridurre di 100 milardi circa. Significa che, oltre a non fare deficit, come ora stabilisce anche la Costituzione, ogni anno si debbono trovare risorse pari a 20 Imu». Insomma, «quando hai un debito così e aumentano i tassi anche solo di un goccio, e tutti prevedono che crescano, sei davvero al fallimento: devi pagare interessi, non fare deficit e tagliare 100 miliardi. Impossibile».

 «Un errore enorme»

Ma che abbiamo fatto di male per meritaci questo castigo? Abbiamo sopportato una classe dirigente provinciale e inadeguata. E questa è già un colpa gravissima. Entrare nell’euro è  stato un «errore enorme» per l’Italia. «Voluto dai politici per sentirsi più europei e, qualcuno l’ha persino detto, per guardare in faccia in Tedeschi». Questa classe dirigente ha voluto realizzare una disciplina monetaria sul sistema politico italiano: «In questo modo, si pensò, quelli del Nord Europa ci controlleranno e ci imporranno dei limiti, ci renderanno fiscalmente responsabili». Al dunque, l’entrata nell’euro è stata il frutto della sfiducia della politica sia nelle possibilità del paese sia – ed è certamente la cosa più grave – in se stessa.

 Solo la Germania ci ha guadagnato

Alla fine a guadagnarci è stata solo la Germania: «Infatti l’euro ha salvato Berlino perché, se oggi avesse ancora il marco, quella moneta sarebbe salita alla stelle, bloccando le esportazioni. E invece la Germania ha potuto continuare a esportare senza danni, guadagnando, in questi anni di eurozona, almeno mille miliardi. Ossia un triliardo».E da questa egemonia certo non ci si salva facendo  i salamelecchi a frau Merkel.