Dice cose sgradite su Mafia Capitale: il Pd “minaccia” il prefetto di Roma

Il Pd va all’attacco del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, reo di offrire una lettura di Mafia Capitale non gradita al partito. «Tra le tante curiosità della situazione romana c’è anche quella di avere un prefetto che fa più interviste e dichiarazioni di Salvini», ha detto il presidente dei democratici e commissario della federazione di Roma, Matteo Orfini, dopo un’intervista di Pecoraro a Radio Rai.

Una indagine sgradita

Il prefetto era tornato sul tema dell’indagine avviata sugli atti del Comune di Roma, che potrebbe dare i primi risultati entro due mesi. «Può venir fuori che ci sia la necessità di uno scioglimento», ha detto Pecoraro, aggiungendo che «questo ovviamente non è una cosa che desideriamo». In un’intervista al Messaggero di qualche giorno fa, poi, il prefetto aveva spiegato che «il fatto che ci sia una commissione d’accesso agli atti significa che vogliamo capire se c’è una continuità di infiltrazioni mafiose tra la passata giunta e l’attuale giunta, visto che sono finiti sotto inchiesta Ozzimo e Coratti».

Un tentativo di criminalizzarlo

Oltre a quella di Orfini, si è registrata anche la reazione – ben più scomposta, per quanto politicamente meno significativa – del deputato Khalid Chaouki. L’esponente dem ha bollato come «stucchevole» il fatto che Pecoraro rilasci interviste, parlando del possibile scioglimento del Comune di Roma. Secondo Chaouki, invece, «dovrebbe chiarire a tutti i cittadini qual è stato il suo ruolo durante gli anni dell’amministrazione Alemanno in materia di gestione della cosiddetta “emergenza rom”, oltre alla gestione e dovere di controllo su gare d’appalto e gestione dei centri dedicati all’accoglienza dei rifugiati».

Dal Pd «segnali minacciosi»

Gli interventi del Pd sono stati letti da più parti come una preoccupante forma di minaccia nei confronti del prefetto di Roma. «Orfini attacca il prefetto perché promuove controlli sulla gestione del Campidoglio palesemente infiltrata da un indagato? Male. Molto male. Un chiaro avvertimento», ha scritto su twitter Maurizio Gasparri, mentre per Francesco Storace «dal mondo di sottosopra è giunto il segnale minaccioso al prefetto. Orfini ha dettato i compiti a Pecoraro». «Alfano abbia un sussulto di dignità e dica a Renzi di zittire i suoi uomini. Se a sinistra c’è il terrore di Buzzi e Odevaine non è un motivo per sabotare la prefettura», ha concluso il segretario nazionale de La Destra.