Cucù l’effetto-Renzi non c’è più: il Pd cala di oltre un punto. Bene Lega e FI

Cala la sinistra, cresce il centrodestra. È questa la sintesi del sondaggio effettuato dalla Emg per La 7 che rileva le intenzioni di voto degli italiani. Rispetto a quello diffuso dal tg di Enrico Mentana il 24 novembre scorso, l’attuale segnala una consistente flessione del Pd che perde quasi un punto e mezzo scendendo in un appena una settimana dal 37,9 al 36,5 per cento. Voti persi da Matteo Renzi e non intercettati da Nichi Vendola, il cui partito, Sel, resta sostanzialmente fermo. Appena uno striminzito più 0,1 per cento che fa lo attestare al 3,9. Perde quota anche il M5S, ormai balcanizzato tra i fedelissimi della premiata ditta Grillo & Casaleggio e parlamentari ormai insofferenti alle intemerate del comico genovese. I “pentastellati” perdono l’1,1 per denti e scendono al 18,5.

Crescita più contenuta per FdI (+0,1)

Diversa la musica nel centrodestra, che rivede il segno “più” spalmato un po’ dappertutto dopo settimane di autentica astinenza elettorale e soprattutto dopo i recenti rovesci patiti alle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna e della Calabria. Lo performance più lusinghiera la registra la Lega che incrementa di oltre un punto (1,1 per l’esattezza) la propria consistenza elettorale salendo al 12,5 per cento. Un risultato che ormai comincia a segnalare la dimensione “nazionale” del partito di Matteo Salvini. Recupera bene anche Forza Italia che passa dal 14,9 al 15,9 per cento invertendo finalmente una lunga tendenza negativa. Molto più contenuto l’aumento di FdI (+0,1 per un 3,7 totale). Va però precisato che, per quanto piccolo, l’incremento del partito di Giorgia Meloni appare comunque significativo se si considera che non solo l’intero centrodestra è in ripresa (non c’è quindi un voto in libera uscita da intercettare) ma che si fa sempre più insidiosa la concorrenza elettorale della Lega su temi “di destra”. Al centro, l’Udc-Ncd passa dal 3 al 3,4 per cento.

Popolarità dei leader: crolla Grillo (- 2 per cento)

Lo stesso sondaggio ha “misurato” l’indice di popolarità dei leader. Al primo posto resta Renzi, in calo di un punto, con il 34 per cento di gradimento, seguito da Salvini (+ 1) al 22. Al terzo posto, con il 17 per cento, c’è Silvio Berlusconi, anch’egli in aumento di un punto, tallonato dalla Meloni stabile al 15. Stabili anche Angelino Alfano al 12 per cento e Vendola al 9. Male Grillo, che in una settimana perde due punti scendendo al 12 per cento.