Crollo del petrolio: secondo la Lagarde è una “manna” per l’economia globale

Il petrolio in caduta libera? Uno schock più che positivo per fare decollare la ripresa globale. Parola della numero uno del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, che non ha dubbi: l’attuale andamento dei prezzi del greggio, mai così in basso da diversi anni, rappresenta «una buona notizia per l’economia mondiale». Una scossa, insomma, che aiuterà molti Paesi (dall’Europa al Giappone) a evitare una nuova dolorosa recessione e a risalire la china.

Ingente trasferimento di ricchezza

Questo grazie a quello che il Washington Post definisce come «uno dei più grandi trasferimenti di ricchezza della storia» a favore dei consumatori e delle imprese (con una riduzione dei costi per l’energia): petrolio meno caro, infatti, significa un’iniezione nell’economia reale di centinaia di miliardi di dollari. Una sorta di manna dal cielo quasi insperata, in un momento in cui ancora in tutto il pianeta si combatte contro una ripresa economica troppo lenta.

Ma per l’Europa serve anche una nuova politica monetaria

Cifre alla mano – spiega Lagarde – il calo del prezzo del petrolio produrrà il prossimo anno un’accelerazione del pil Usa dal 3,1% previsto lo scorso ottobre ad almeno il 3,5%. Un beneficio arriverà anche per l’Eurozona, alleviando – spiega Lagarde – una situazione economica «mediocre» caratterizzata da una crescita lenta, da una bassa inflazione e da un alto tasso di disoccupazione. Una situazione – avverte la direttrice generale del Fondo – dalla quale non si esce solo grazie al prezzo del petrolio, ma con un’azione coraggiosa dei leader del Vecchio Continente sul fronte delle riforme strutturali (a partire da quella del mercato del lavoro) e con una politica monetaria «più aggressiva e innovativa».