Così l’elezione del nuovo Capo dello Stato salverà le poltrone Rai

Rai delle mie brame… In mancanza d’altro, ovvero di poltrone di enti pubblici disponibili ad essere occupate, i vertici di viale Mazzini pare abbiano tirato un sospiro di sollievo e pure brindato, alla notizia delle dimissioni imminenti di Giorgio Napolitano. Nessuna acredine contro il capo dello Stato, anzi. Solo la convinzione che grazie a questa fortunata congiuntura nessuno penserà più di cacciarli. Neppure quel cattivone di Renzi che evita accuratamente di interessarsi di loro.

La certezza della proroga

Lunga vita perciò a Gubitosi, Tarantola & friends: c’è ormai la quasi certezza che le loro cariche saranno prorogate. Per l’elezione dei nuovi vertici è infatti necessario che il parlamento approvi una nuova legge. Legge che però non potrà certo essere varata prima dell’arrivo del nuovo inquilino del Quirinale e delle tanto strombazzate riforme. Direttore generale e attuale Cda oltre allo spumante in arrivo per le feste hanno un altro e ben più consistente motivo di gioia: avranno vita allungata, emolumenti compresi.

Una presidenza che piace a Veltroni

Con i vertici, a tirare un bel sospiro di sollievo sono pure i vari direttori e capi struttura in perenne bilico. A cominciare dal capo di Rai3 Andrea Vianello, i cui ripetuti flop avrebbero consigliato già da tempo un cambio della guardia. Anche Vianello, perciò, fino a poco fa in odore di rimozione salverà la preziosa sedia. Così come il suo ultimo pupillo Massimo Giannini che, passato dalla vice direzione di Repubblica alla conduzione di Ballarò, ha raggranellato risultati nettamente inferiori alle attese. Chi invece probabilmente rosica è Valter Veltroni. Lui, l’uomo delle istituzioni mai stato comunista, aveva già da tempo messo gli occhi sulla poltrona di presidente della Tv di Stato sospendendone l’interesse in attesa di capire se la sua augusta persona avrebbe potuto avere qualche chance di assurgere al Colle più alto. Ormai svanita questa ipotesi, il Buonista per tutte le stagioni rischia perciò di vedere sfumare anche l’opzione due. E di rimanere a bocca asciutta.