Confcommercio e Codacons d’accordo: sarà un Natale dimesso

La tradizione dei regali di Natale diventa ogni anno più difficile da rispettare. Tanto che quasi non fa più notizia ormai, ma va detto: anche quest’anno le famiglie italiane dovranno tirare la cinghia e limitare gli acquisiti durante le festività. Quelle in arrivo, dunque, saranno feste di tono minore, nuovamente all’insegna della crisi, del risparmio forzato, della rinuncia, con buona pace dei beneficiari di bonus e tredicesime neutralizzate dall’imposizione fiscale e da una recessione  ormai endemizzata.

L’indagine Confcommercio nel dettaglio

Ed è lo stesso presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, a confermarlo, commentando un’indagine dell’Ufficio studi della confederazione: «Le tasse ancora troppo alte rischiano di congelare i consumi di Natale», ha dichiarato il numero uno dell’organismo di rappresentanza delle imprese impegnate nel commercio, nel turismo e nei servizi, che aggiunge alla sua disamina negativa la richiesta di una «coraggiosa operazione di fiducia per ridare ossigeno a economia e consumi», dato che «le imposte – chiosa Sangalli – sottraggono alle famiglie un miliardo e 400 milioni di potenziali acquisti». Di più: secondo il report di Confcommercio, per oltre 7 italiani su 10 (pari al 72,7%) il Natale 2014 sarà «molto dimesso»: una quota in aumento rispetto ai risultati della stessa indagine realizzata nel 2013, quando a prevedere delle festivitòà sotto tono era stato il 69,3% dei cittadini. In calo, poi, anche la percentuale di chi metterà i regali sotto l’albero: quest’anno l’85,2% rispetto all’85,8% dell’anno scorso.

Per Codacons la flessione negativa della spesa sarà pari al 5%

E non è tutto. Anche i commercianti confermano le previsioni di flessione negativa sui consumi di Natale, e ad affermarlo è il Codacons, l’associazione dei consumatori, commentando i dati diffusi oggi da Confcommercio e sottolineando che «complessivamente la spesa degli italiani per il Natale 2014 subirà una contrazione del -5%, passando dai 10,3 miliardi di euro del 2013 a i 9,8 miliardi di euro di quest’anno». Tagli che, secondo il Codacons, andranno ad incidere «principalmente sui settori dell’abbigliamento e delle calzature, arredo per la casa, viaggi e ristorazione». Una strettoia, quella della crisi economica che ancora perdura nel nostro paese, che alimenta la scarsa fiducia nel futuro e che lascia poche via di fuga. Una delle quali potrebbe essere quella indicata dal presidente di Codacons, Carlo Rienzi che, nel sottolineare come anche «quest’anno sarà un Natale all’insegna del risparmio, con le famiglie chiamate a ridurre ulteriormente il proprio budget di spesa», si rivolge direttamente a governo e agli esercenti chiedendo di «adottare il Black Friday, ossia praticare sconti straordinari nei negozi ogni venerdì del mese fino a Natale». Un’iniziativa nel segno della politica degli incentivi morali – prima ancora che economici – che al momento non può che procedere per piccoli passi…