Condannato il dissidente russo Navalny. Ue e Usa attaccano Mosca

Ha suscitato l’indignazione di Unione europea e Stati Uniti la condanna del dissidente russo Alexei Navalny e di suo fratello, Oleg, arrivata a sorpresa oggi: era attesa per metà gennaio. Il blogger, impegnato da tempo nel denunciare la corruzione nel Paese e considerato l’oppositore numero uno di Putin, è stato condannato a tre anni e mezzo per malversazione di fondi pubblici. Ma per la comunità internazionale si tratterebbe di una scusa.

Le reazioni di Ue e Usa

La condanna, invece, «sembra essere motivata politicamente», ha commentato un portavoce dell’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, aggiungendo che «le accuse non sono state motivate durante il processo» e che la sentenza è stata letta senza che in aula fossero stati ammessi pubblico e osservatori internazionali, mentre erano presenti solo «alcuni membri dei media che erano stati selezionati». Ha parlato poi della condanna come di uno «sviluppo inquietante» il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Jeffrey Rathke.

Arrestato per violazione dei domiciliari

Inizialmente per Navalny erano stata disposta la sospensione della pena, mentre il fratello era stato destinato a una colonia penale. «Lo arrestate, volete fare pressione su di me?», ha tuonato Alexei, sbattendo i pugni sul tavolo e invitando i suoi sostenitori a scendere in piazza. Nel corso della giornata, poi, lui stesso è stato arrestato in strada dopo aver violato i domiciliari (cui è costretto da febbraio) per raggiungere le manifestazioni in suo sostegno. «Sono agli arresti domiciliari, ma oggi ho troppa voglia di stare con voi», ha scritto il dissidente su Twitter poco prima di uscire per raggiungere, in una Mosca blindata, il presidio in piazza del Maneggio, non lontana dal Cremlino.

I manifestanti fermati dalla polizia

Anche sul tema delle manifestazioni era intervenuta l’Ue facendo sapere di aspettarsi «che tutte le parti interessate diano prova di moderazione». Le prime notizie dalla piazza, dove secondo fonti giornalistiche si sarebbero radunate «diverse centinaia» di manifestanti, parlavano però di «non meno di 132 persone fermate» dalla polizia.