«Come si picchiano le donne», sul web impazza un folle opuscolo islamista

Da non credere. Eppure, basta leggere. E per leggere basta cercare sul web. Ma, naturalmente, altro discorso è crederci. Sia come sia quei buontemponi del sito Il Grande Cocomero l’hanno tranquillamente piazzata in rete:Come si picchiano le donne” ed altre simpatiche pillole di quotidianità domestica e non. È ciò che si può trovare in quella che viene definita ” piccola antologia del pensiero islamico” sull’universo femminile. Che poi non sarebbe altro che un opuscolo di una ottantina di pagine a disposizione dei fedeli italiani di Allah. Roba che, se anche solo in percentuale rispondesse al vero, sarebbe degna di una celere riapertura dei manicomi. E che però impazza sulla rete.

la donna non può viaggiare sola

Scorrendo il testo del presunto vademecum si può leggere che “la poligamia costitiusce una legislazione divina” che non si può contraddire, che il divorzio spetta all’uomo, che la donna non può viaggiare se non accompagnata da marito o parenti e, dulcis in fundo, che si può picchiarla ma “senza violenza” evitando (bontà loro) di danneggiare il viso. Vero? Falso? Verosimile? Per il sito in questione, anche se sembra una patacca, sarebbe tutta farina di un sacco islamico. Per l’esattezza di tale imam Ali Abu Shwaima che pare risieda ed eserciti a Segrate. Religioso che, sull’argomento donna, si sarebbe persino confrontato su una tv locale, brandendo l’opuscolo suddetto, con un esponente milanese della Lega.

Civiltà e barbarie

Ora, è certo che il mondo intero è pieno di contraddizioni e di bizzarrie. Per dire: poligami sono pure i Mormoni americani  che sulla questione c’hanno pure prodotto una serie televisiva di successo (Big Love); e ci sono ancora le tribù antropofaghe dell’Amazzonia; e la setta dei Mau-Mau africani. C’è di tutto al mondo. Usi e costumi i più diversi e disparati. Sensibilità contrapposte e divergenti. Ma è pur vero che a tutto c’è un limite. Un limite di decenza e di rispetto. Un limite che ci differenzia dagli animali, nonostante anch’essi abbiano diritto al rispetto. Un limite che la cultura occidentale ha ben introitato e anche diffuso. È la differenza tra intelligenza e ottusità. Cioè, tra civiltà e barbarie.