Caso Fanella, Ceniti a processo il 30 marzo. L’accusa è omicidio volontario

È stato fissato per il 30 marzo il processo davanti la Corte d’Assise per Giovanni Battista Ceniti, uno degli accusati della morte di Silvio Fanella, il broker considerato il tesoriere di Gennaro Mokbel, ucciso in un tentativo di rapimento avvenuto il 3 luglio scorso, in un appartamento nella zona di via Camilluccia a Roma. L’ipotesi di reato è omicidio volontario.

L’arresto e i complici

Durante il blitz, il ragazzo, originario di Verbania, rimase ferito e venne lasciato sotto casa di Fanella dagli altri appartenenti al commando, che furono poi fermati a settembre: Egidio Giuliani, considerato il capo del gruppo operativo, e Giuseppe La Rosa. Il procuratore aggiunto Michele Prestipino e i pm Giuseppe Cascini e Paolo Ielo avevano sollecitato il giudizio immediato, che permette di andare direttamente in dibattimento, evitando la fase delle udienze preliminari.

Al via gli accertamenti tecnici irripetibili

Già questo martedì, invece, si svolgeranno gli accertamenti tecnici irripetibili sui reperti sequestrati nell’ambito delle indagini. Si tratta di atti legati agli arresti compiuti lo scorso 19 dicembre, dalla Squadra mobile, a carico di coloro che gli inquirenti ritengono essere i basisti e i mandanti del tentativo di sequestro finito con l’omicidio: Manlio DenaroEmanuele Macchi di Cellere, Gabriele Donnini, Carlo Italo Casoli e la figlia Claudia.

La posizione degli avvocati

L’attività istruttoria sarà svolta nei laboratori di genetica forense della Polizia scientifica di Roma alla presenza dei legali degli indagati e dei consulenti di parte. «Non ci è stato comunicato con esattezza né il tipo di accertamenti che saranno disposti e né quali siano i reperti su cui tali accertamenti avverranno. In ogni caso presenzieremo – ha detto l’avvocato Gianluca Arrighi, difensore di Egidio Giuliani – e nomineremo dei nostri consulenti riservandoci di richiedere un incidente probatorio».