Buon compleanno Littoria! Un miracolo sorto dal “nulla” delle paludi

Capolavoro unico dell’architettura razionalista, fiore all’occhiello della straordinaria opera di bonifica fascista, Littoria-Latina compie 82 anni. Fondata il 18 dicembre 1932, è la maggiore Città di Fondazione italiana. Sorta nel cuore dell’Agro pontino, strappata ai miasmi delle paludi e della malaria, la sua nascita, un miracolo sorto dal “nulla, rappresentò per l’Italia una doppia scommessa vinta: il successo “plastico” della bonifica e l’edificazione di una “città ideale” a tempo di record: sei mesi. La posa della prima pietra risale infatti al 30 giugno 1932 e la sua nascita, inaugurata alla presenza del Duce, fece il giro del mondo meritandosi gli apprezzamenti stupiti della stampa internazionale.

Un capolavoro unico

Come per altri nuclei di fondazione sparsi su tutto il territorio nazionale (grazie al contributo di giovani e brillanti architetti come Mazzoni, Petrucci, Calza Bini e Piccinato), Littoria rappresenta una delle più felici sintesi architettoniche tra funzionalità ed estetica delle forme, un connubio sconosciuto all’urbanistica moderna e all’utopia collettivista che ha generato mostri di cemento.

 Le origini

Il progetto è dell’architetto Oriolo Frezzotti, che concepì una pianta ottagonale con un nucleo centrale culminante nella piazza del Littorio (oggi piazza del Popolo): Littoria sorse a partire dalla località del Cancello del Quadrato, da cui presero avvio i lavori di prosciugamento delle aree acquitrinose. La zona venne suddivisa in poderi (ciascuno dei quali contrassegnato da una casa colonica), quattrocento dei quali furono assegnati ad altrettante famiglie di ex combattenti, per lo più provenienti dalla Romagna e dal Veneto. Littoria divenne così il pilastro di una capillare azione sociale del Fascismo, connessa alla politica agraria di Mussolini suggellata dalle memorabili campagne della battaglia del grano e della conquista della terra. Il Duce si recava spesso nelle ex paludi come testimoniano le decine di immagini che lo ritraggono intento a lavorare il grano a torso nudo, insieme ai coloni.

Gli edifici civili

Il cuore di Littoria si sviluppa tra Piazza del Popolo (piazza del Littorio all’epoca della fondazione) sede del Municipio, che ospita la La Torre Civica, e Piazza della Libertà (piazza XXIII Marzo all’epoca della fondazione), sede della Prefettura. Uno degli edifici civili di maggiore pregio è il Palazzo delle Poste di Angiolo Mazzoni, nel piazzale Bonificatori, raro esempio di connubio tra architettura razionalista e avanguardia futurista.

Damnatio Memoriae

Dopo la caduta del Fascismo si tentò in tutti i modi di recidere le radici di Littoria con il passato e, su pressione degli Alleati, il 9 aprile del 1945, la Città di Fondazione cambiò il nome in Latina. Con una furia iconoclasta furono cancellati e riconvertiti anche i nomi delle piazze e delle strade che ricordavano il governo mussoliniano. Una damnatio memoriae che dura ancora oggi e che per la città suona come un’offesa alla sua storia.

Il dopoguerra

Nel dopoguerra Latina diventò un feudo elettorale della Dc, in particolare della corrente andreottiana finché nel 1993 divenne sindaco il candidato del Movimento sociale italiano, l’indimenticabile Ajmone Finestra, ex ragazzo di Salò. Fu il primo sindaco di Latina ad essere eletto direttamente dai cittadini, riconfermato con un plebiscito nel 1997 e nel 2002. Oggi la “giovane Latina” è ben lontana dall’affresco che ne ha fatto, a pennellate di sanguigna schiettezza, il “fasciocomunista” Antonio Pennacchi, vincitore del premio strega con Canale Mussolini. Oltraggiata e “devastata”, oggi è il paradigma dell’estemporaneità, dell’incompiuto, del brutto, dell’accozzaglia di stili, dei colori orripilanti, delle rotondette, del traffico.Tra le pieghe degli anni gli antichi “segni” resistono alla polvere di amministrazioni incapaci e miopi. Ma questa è un’altra storia.