Berlusconi: «Appena mi lasceranno libero mi scatenerò…»

Il no alle tasse e una nuova politica monetaria da parte dell’Ue: sono i cavalli di battaglia che Silvio Berlusconi ha rilanciato intervenendo ieri sera al telefono nel corso di un appuntamento elettorale promosso in Campania dal deputato di Fi Paolo Russo. Il leader di Forza Italia scalpita in attesa di recuperare la piena agibilità politica e scandisce quello che sarà il refrain della prossima campagna elettorale, un programma fatto di tre punti: «Meno tasse, meno tasse e meno tasse», promettendo «di scatenarsi non appena mi lasceranno libero da questa incredibile afflizione che mi è stata comminata». Il nemico da battere – precisa l’ex premier – è la sinistra delle tasse.

«Siamo sempre daccapo con questa sinistra tassa e spendi – dice -noi continuiamo a ritenere che per riportare la situazione alla normalità occorra che si riducano le imposte attraverso la riduzione del costo dello Stato». Berlusconi invita i sostenitori a convincere gli indecisi e quelli che non vogliono andare a votare battendo sull’argomento dell’oppressione fiscale. «Dopo tre anni di governi non eletti dagli italiani – ricorda – le tasse sui servizi sono alle stelle, le aziende chiudono e i disoccupati sono in crescita». Il leader di Fi rilancia l’idea di una flat tax al 20% per ridurre elusione ed evasione. E ribadisce il no alle tasse sulla prima casa, all’imposta di successione, sugli utili delle nuove imprese, sulle compravendite di immobili. E poi invoca un cambio di passo dell’Ue sulla politica monetaria. «Non si può fare da soli – ammette- ma mettendo insieme i paesi dell’area mediterranea. L’euro deve essere riportato alla pari col dollaro, altrimenti chi compra con la nostra moneta paga uno svantaggio enorme».

Sulla crisi della Grecia Berlusconi chiede l’intervento della Bce a garanzia dei debiti degli Stati sovrani che devono poter stampare moneta. Ma un pensiero va anche all’Italia: «Da parte nostra – dice – si deve recuperare sovranità monetaria con una moneta nazionale il cui cambio con l’euro deve essere deciso dal mercato. Si tratta di una misura fondamentale per la crescita e per uscire da crisi». Le conclusioni sono dedicate al popolo azzurro: «Sono ancora qui assolutamente determinato – rassicura -. Appena mi lasceranno libero mi scatenerò perché sono convinto che dobbiamo rimediare a questa situazione di mancanza di democrazia e di liberta in questo Paese mettendo fine all’oppressione fiscale, burocratica e giudiziaria che mette a repentaglio la nostra libertà. Ma dopo il 15 febbraio sarò con voi per preparare una grandissima campagna elettorale».