Arriva il sexy-shop online per le donne musulmane (unico veto: i film porno)

Tutto halal. Un sexy-shop online rispettoso della sharia, la legge islamica, che ora punta a espandersi grazie alla multinazionale tedesca del sesso, Beate Uhse, attirando il pubblico degli uomini e, soprattutto, delle donne musulmane. El Asira, questo il nome dell’azienda dei Paesi Bassi nata quattro anni fa, ha stretto un accordo commerciale con il gigante a luci rosse della vicina Germania, per mettere in vendita e sviluppare nuovi prodotti rispettosi della cultura islamica. Niente film porno, vagine o peni in plastica, niente della classica offerta dei sexy-shop: per El Asira l’importante è «stabilire una relazione più profonda, sessuale e spirituale, tra l’uomo e la donna», si legge sul sito della compagnia.

L’obiettivo è un sexy-shop alla Mecca

E per rispettare il suo proposito, l’azienda offre profumi, creme, gel per massaggi intimi. Il tutto proposto all’attenzione dei clienti di tutto il mondo con un’eleganza insolita per il commercio a luci rosse. Sono già diverse migliaia a fare acquisti, spiega la stessa compagnia, l’80% donne. Al momento i clienti musulmani di El Asira sono ancora la minoranza: gli ordini vanno in gran parte nei Paesi scandinavi e in India. Ma l’obiettivo del fondatore dell’azienda olandese, Abdelaziz Aouragh, è aprire un negozio nel mondo reale a La Mecca.

Il sesso nella cultura islamica

La morale sessuale nella cultura islamica continua a essere molto dibattuta. Nel 2006, ricorda l’agenzia tedesca Dpa, in Egitto una fatwa diceva che un matrimonio perde validità se i due coniugi fanno sesso completamente nudi. In rete si discute in molti forum se il sesso orale o la masturbazione siano o meno vietati.

Non rimane che aspettare i risultati economici

Da quest’estate la tedesca Beate Uhse – che a sua volta sta cercando di rafforzare la propria clientela femminile – ha messo a disposizione per la vendita la sua rete, aiutando anche nello sviluppo di nuovi prodotti. «Vediamo un grande potenziale nel mercato per i prodotti rispettosi della sharia – ha spiegato il presidente di Beate Uhse, Serge van der Hooft -– e da soli non possiamo soddisfare il mercato». Al momento la cooperazione tra le due aziende è ancora agli inizi: solo da novembre alcuni prodotti halal sono in vendita anche nella rete di Beate Uhse. El Asira spera, attraverso la cooperazione con Beate Uhse, di arrivare finalmente a fare profitti dopo quattro anni con i conti in rosso. «Se sarà o meno un successo lo vedremo tra un paio d’anni», ha considerato Aouragh.