Arriva iFascio, l’app sull’architettura fascista sul lago di Como

Il fascismo ha lasciato in tutta Italia e anche all’estero una serie impressionante di infrastrutture. Basti citare le 110 città di fondazione realizzate in tempi brevissimi in Italia e nelle colonie: edifici, strade, monumenti e quant’altro che ancora fanno bella mostra di sé e che ancora sono utilizzati. Non c’è provincia nella nostra nazione dove il regime non abbia lasciato traccia architettonica. Così accade anche a Como, che tra l’altro fu patria di uno dei più grandi architetti del periodo fascista, Giuseppe Terragni, le cui opere pittoriche sono nella pinacoteca della città. Le sue opere razionalista invece si possono ammirare in tutta la Brianza. Morto giovanissimo per una trombosi cerebrale, Terragni (1904-1943) deve la sua fama principalmente alla Casa del Fascio della cittadina lariana. Adesso la Provincia di Como ha realizzato un’app, gratuita, per rendere disponibile il razionalismo a Como e il suo maggiore interprete, app che si chiama iFascio. L’applicazione permette di condurre un itinerario virtuale tra le architetture razionaliste realizzate nel comasco tra gli anni Venti e Trenta. Comprende 13 punti di interesse, 55 minuti di audio in tre lingue e 350 tra foto e disegni. Ma Terragni non fu l’unico ad aver operato sul lago di Como: vi sono opere progettate anche da Cesare Cattaneo, Pietro Lingeri, Gianni ed Enrico Mantero, per un totale di decine di strutture. Nel 1927 escono sulla prestigiosa rivista Rassegna italiana quattro articoli del Gruppo 7, che possono essere considerati il manifesto del Razionalismo italiano. Terragni è uno dei sette firmatari del predetto manifesto. Negli anni successivi diviene il maggior esponente del Miar, il Movimento italiano dell’architettura razionale, e nel 1933 fonda insieme con altri astrattisti la rivista Quadrante, che in seguito sarà diretta da Massimo Bontempelli. E ora, con una semplice app, il razionalismo comasco sarà visibile a un numero sempre maggiore di italiani.