Il 41bis a Carminati? Un’ingiustizia, parola del garantista Sansonetti

Il direttore del quotidiano Il Garantista, Piero Sansonetti, giudica feroce e insensata la decisione di assegnare il carcere duro, il 41bis, a Massimo Carminati. Sansonetti sottolinea, in un articolo, che il carcere duro “è riservato a chi è sospettato di una dozzina di delitti – elencati nel regolamento – tra i quali, ovviamente, non compare la corruzione politica o la concussione, né il percepimento o l’elargizione di tangenti. C’è invece l’associazione mafiosa. Per la precisione il 41 bis nasce con lo scopo di combattere la mafia. E nasce come misura temporanea e d’emergenza. Dura da 22 anni.

L’accusa di mafia non regge

Sansonetti sottolinea inoltre ciò che altri commentatori hanno rilevato a proposito dell’ipotesi di associazione mafiosa contestata agli indagati di Mafia capitale e cioè che parlare di mafia appare del tutto ingiustificato: “È chiarissimo che il gruppetto che organizzava le tangenti a Roma – se sarà riconosciuto colpevole – svolgeva una normalissima azione illegale, senza uccidere, senza compiere attentati, e senza nessunissimo collegamento né con Cosa Nostra né con la ’ndrangheta. Se il 41 bis serve a interrompere il collegamento tra arrestato e mafia organizzata, che c’entra Carminati? Niente”.

Inchiesta flop

In conclusione secondo il direttore del Garantista il 41 bis serve solo a coprire il flop di un’inchiesta “che finora non ha prodotto niente di niente, salvo qualche arresto, con pochi indizi e senza prove, e lo spargimento di sospetti un po’ su tutti”.