10 dicembre 1953: Marilyn è nuda. Sul primo numero di Playboy

Sessantuno anni non sono pochi, anche se ti chiami Playboy. È che i tempi sono proprio cambiati. È che ciò che era, il sogno e l’immaginazione, adesso non è più. Perché c’hai altro per la testa, perché stai sempre a smanettare con lo smartphone e non ci sono più quei bisogni. Né quei sogni. Non ci sono perché sepolti dall’evidenza di una vita che deve essere vissuta in diretta e velocemente. Che è vera se stai navigando su internet e se condividi qualunque stupidaggine sui social. Una esistenza scandita da clic. Clic che rendono vero e visibile quel che 61 anni fa era mistero. Puro desiderio. Il compleanno di Playboy è solo questo: è ricordo di fuoco sul viso e di formicolio alle mani. È il fascino dell’ignoto universo della porta accanto che improvviso si appalesa. È lo stupore della scoperta, della realtà che soppianta l’immaginazione e che ti fa sgranare gli occhi  e spalancare la bocca.

8000 dollari per l’impresa

Hugh Hefner ebbe l’idea della rivista insieme alla moglie Millie e al socio Eldon Sellers, ma per trovare i dollari necessari fu costretto a rivolgersi alla madre e al fratello. Racimolati 8000 bigliettoni si lanciò nell’impresa. Non prima di idearne pure il marchio: quel coniglietto col farfallino venutogli in mente nella cucina di casa. Così, nel modo più semplice e americano, vide la luce il primo numero di Playboy o, come sarebbe più giusto dire, il numero senza numero. Perché il futuro multimiliardario, in quei giorni, non era affatto convinto di poterne proporre un secondo.

50mila copie in un paio di settimane

E invece, anche in forza di quella Marilyn sparata in copertina e di  quel paginone centrale che la ritraeva vestita solo delle sue grazie, quel 10 dicembre del 1953 arrivò nelle edicole un mensile destinato a spopolare. Cinquantamila copie esaurite in un paio di settimane. E il passaparola del successo che si estese a macchia d’olio. In ogni parte del mondo. Eccolo, quindi, il mensile delle conigliette. Quello che più e meglio della Coca-cola ha impresso una sterzata a mentalità e costumi. L’alfiere di un altro mondo. Contrapposto, diviso in blocchi, ma desideroso di sognare anche attraverso Marilyn Monroe. Un mondo che i ragazzi di oggi non potranno mai capire. E che quelli di ieri non potranno mai dimenticare.