Video-choc: ecco come i miliziani islamici vendono le donne al mercato

Discutono, tirano sul prezzo, ridono e scherzano i miliziani dello Stato islamico, come al mercato. Fa gelare il sangue. Il mercato è quello del sesso e la merce è costituita da donne rese schiave, donne cristiane e yazide. Come al mercato, come fossero animali. Gli uomini barbuti si riferiscono alle centinaia di donne sequestrate in Iraq dopo l’invasione ad agosto della città di Sinjar, dove vivevano circa 350 mila yazidi, popolazione considerata eretica dai jihadisti. «Oggi è giorno di mercato. Dov’è  la mia ragazza yazida»?, inizia così il video- choc diffuso dal sito www.europe-israel.org. Lo Stato islamico regolamenta addirittura la vendita delle  schiave del sesso al punto da prevedere “tariffe” per l’acquisto di una ragazza o una donna.

Un tariffario per le schiave del sesso

Nel documento, presente sempre nel sito citato è fissato il prezzo per ogni donna «yazida o cristiana» venduta nei mercati di Mosul e Raqqain:

1) Femmina da 1 a 9 anni: 200.000 dinari (138 euro)

2) Femmina 10 a 20 anni: 150.000 dinari (104 euro)

3) Femmina da 20 a 30 anni: 100 000 dinari (69 euro)

4) Femmina da 30 a 40 anni: 75 000 dinari (52 euro)

5) Femmina 40 a 50 anni : 50 000 dinari (35 euro)

 

Tariffarioprix-officiel-des-femmes-esclaves-ISIs-état-islamique

 

L’ Organizzazione dello Stato islamico, del resto, in un documento del 16 ottobre secondo il sito in arabo dalla Cnn , ha dichiarato che secondo la legge : “Tutti devono ricordare che asservire famiglie infedeli e la loro moglie è una parte ben consolidata della legge islamica”. Il video mostra scene agghiaccianti: «Oggi è il giorno di distribuzione a Dio piacendo. Ognuno prende la sua parte», spiega quello che sembra il capo di questi miliziani. «Spero di trovarne una», dice uno di loro e poi ridendo aggiunge, «dove è la mia ragazza Yazidi?». «Chi vuole vendere la sua», chiede uno di loro. «Io, voglio vendere». «Te la pago tre banconote», «o una pistola».

Schiavitù giustificata dal Corano

Del resto, gli stessi terroristi nella loro rivista Dabiq hanno esultato per il «ritorno alla schiavitù», giustificandolo così alla luce del Corano: «Le loro donne (yazide) possono essere schiavizzate» perché eretiche. «Bisogna ricordare che rendere schiave le famiglie degli infedeli e prendere le loro donne come concubine è un aspetto stabilito in modo chiaro dalla sharia. E se qualcuno la negasse o la prendesse in giro, negherebbe e prenderebbe in giro i versi del Corano e le narrazioni del Profeta, e di conseguenza diventerebbe un apostata».