Un’altra furbata: i nomadi rubano? Tutta colpa degli italiani

Sbagliano tutti tranne i rom. Sono tutti razzisti tranne i rom. Dopo le proteste di piazza, le trasmissioni tv, gli articoli sui giornali, riprende il tam-tam per capovolgere la situazione. La tesi scelta dalla sinistra è che non sono fette consistenti dei nomadi a provocare tensione sociale con furti e aggressioni ma gli altri (e cioè gli italiani) a costringerli a vivere male, in condizioni di disagio. A supportare questa linea spuntano anche le associazioni, come l’Associazione 21 luglio, da tempo “avvocato difensore” dei rom. Le parole dimostrano il tentativo di cambiare le carte in tavola.

Siamo un popolo di visionari…

“Il nomadismo è un abbaglio culturale”, spara il presidente dell’Associazione 21 luglio, che “offre” anche i numeri. Secondo lui, infatti, in Italia “il nomadismo riguarda il 3% della comunità rom. I campi nomadi sono il luogo in cui si è istituzionalizzata la segregazione e la discriminazione su base etnica”. Puro razzismo, dunque, da parte dei diavoli nostrani. “Il campo, cioè il ghetto istituzionalizzato – ha proseguito – diventa un luogo insicuro non perché ci vivono i nomadi ma perché è il luogo dell’esclusione e della segregazione”. Ciliegina sulla torta: “Dei circa 180mila rom stimati in Italia solo 35-40 mila vivono nei campi. Gli altri quattro quinti vivono in alloggi e hanno un lavoro regolare, ma devono mimetizzarsi per non essere discriminati”. Costretti a mimetizzarsi, dunque, per sfuggire ai “mostri” italici. Tutti vittime. Nessun colpevole, tranne i cittadini che protestano.

Ma giungono altre notizie di aggressioni

Non si fermano i fatti di cronaca, a dimostrazione della demagogia della sinistra. Fingevano di rapire i bambini dal passeggino per distrarre le mamme e rubare loro le borse. Accadeva a Quarto Oggiaro, quartiere della periferia di Milano, precisamente davanti all’asilo in via Cretesi che si trova a poca distanza dal campo nomadi. E qui gli agenti hanno trovato gli autori dello stratagemma: un minorenne denunciato e Michael Stepich Hudorovich, 26enne che ufficialmente era ai domiciliari, a casa del quale è stata trovata una parte della refurtiva. Il sistema era ingegnoso. Nei giorni di pioggia in due aspettavano l’ingresso delle mamme davanti all’asilo e, approfittando dell’impaccio dell’ombrello, del passeggino e delle chiavi dell’auto, si avvicinavano al bambino e fingevano di portarlo via. A quel punto la donna si distraeva per proteggere il figlio e non si accorgeva del terzo complice che dalle spalle arrivava per scipparle la borsa. Infine scappavano tutti in bici verso il campo. L’indagine è partita quando una donna è stata aggredita, picchiata e rapinata mentre reggeva la figlia tra le braccia.