Tutto come previsto: la destra americana mette all’angolo Obama

Midterm: sconfessato Obama. Cronaca di una sconfitta annunciata dai sondaggi, e andata anche ben oltre le più rosee previsioni. E adesso il presidente “anatra zoppa” è chiamato a gestire il potere esecutivo in piena delegittimazione. Gli americani alle urne lo hanno sfiduciato, affidando completamente nelle mani dei repubblicani il Congresso Usa di cui, dopo otto anni, l’elefantino torna ad avere il controllo riconquistando sia la Camera che il Senato.

Schiaffo a Obama: l’America volta pagina

«Ripudiato»: titola il Washington Post. E in effetti l’inquilino della Casa Bianca è decisamente sotto sfratto. Ora dovrà affrontare gli ultimi due anni del suo mandato senza poter contare su una maggioranza parlamentare che appoggi i suoi progetti riformisti. E oltre il danno della sconfitta, gli elettori d’oltreoceano hanno inflitto ad Obama anche la beffa della disfatta: ai repubblicani, infatti, per ottenere la necessaria maggioranza alla Camera Alta, bastava strappare ai democratici sei seggi, attenti a non perdere in tre Stati in cui erano insidiati dagli avversari.

Tutti i numeri dell’affermazione repubblicana

Alla fine, però, i seggi senatoriali conquistati sono stati 52. Almeno sette, dunque, quelli strappati al partito del presidente: North Carolina, Arkansas, Colorado, Iowa, West Virginia, Montana, South Dakota. Questi ultimi due, peraltro, a sorpresa, visto che non erano nella lista dei territori elettorali considerati in bilico. Non solo: l’elefantino è riuscito a mantenere anche un seggio senatoriale nei due swing state della Georgia e del Kansas, nonostante il testa a testa con gli avversari. Di rilievo, infine, la riconferma in Kentucky di Mitch McConnell, attuale leader del Grand Old Party in Senato. Non solo: la vittoria della destra è ancora più tranchant se si guarda alle sfide nei 36 Stati dove si votava anche per il governatore. I conservatori, infatti, si sono riconfermati anche in Stati in bilico come la Florida, con Rick Scott, e il Wisconsin, con Scott Walker, indicato come uno dei possibili candidati alla presidenziali. I democratici hanno invece conservato la poltrona di governatore nello Stato di New York, con Andrew Cuomo, e in California, con Jerry Brown al suo quarto mandato. Sconfitto invece in Georgia il democratico Jason Carter, nipote dell’ex presidente Jimmy Carter. Uno schiaffo che farà male al presidente per i prossimi due anni. E la punizione adesso rischia di estendersi fino alle presidenziali del 2016 – con i Clinton travolti dalla valanga elettorale di oggi – e con i repubblicani decisi a riprendersi la Casa Bianca.