Tutti i conti dei Comuni: ecco chi spende di più e chi ha “tagliato”

La spending review e i tagli lineari non sono serviti per abbassare la spesa dei Comuni. I dati sui conti parlano chiaro e le spese sono molto lontane dall’essere state compresse. La spesa dei consumi  intermedi degli ottomila Comuni italiani è in forte crescita. Lo testimonia lo studio realizzato da Federico Antellini Russo contenuto  nel nuovo Rapporto sulla finanza locale, pubblicato dalla Cassa depositi e prestiti e riportato da Repubblica. Nel 2013, si legge, rispetto al 2008  sono cresciuti oneri per interessi, indennizzi, trasferimenti e solo il costo del lavoro è stato leggermente limato. Le spese dunque nonostante i vari tagli annunciati sono lievitate. Solo nel 2012 è stato possibile stilare una classifica tra virtuosi e non: in quell’anno fu avviato un tentativo di spending review che teneva conto dei costi standard.

La top ten dei Comuni più virtuosi nel 2012 rispetto al 201o:

1) L’Aquila ha effettuato tagli per un miliardo e 668 milioni di euro dovuto all’effetto terremoto

2) Siena: risparmio di 329 milioni e 800mila euro

3) Venezia: tagliato 215 milioni e 400mila euro di spese

4) Napoli: 162 milioni e 900mila euro

5) Alessandria: tagli per 115 milioni e 200mila euro

6) Parma: ha ridotto le spese per 114 milioni e 600mila euro

7) Rovigo: ha tagliato 110 milioni

8) Catania:  spese in meno 102 milioni e centomila euro

9) Massa: 97 milioni e 400mila euro

10) Reggio Calabria:  95 milioni e 800mila euro

Ecco i dieci Comuni più spendaccioni:

1) Prato: ha avuto un incremento di spesa di 554 milioni e 300mila euro

2) Roma: 433 milioni e 800mila euro

3) Latina: 227 milioni e 400mila euro

4) Biella: 225 milioni e 400mila euro

5) Milano: 215 milioni e 300mila euro

6) Genova: 201 milioni e 200mila euro

7) Ravenna: 184 milioni e 500mila euro

8) Firenze: 167 milioni e 300mila euro

9) Lucca: 135 milioni e centomila euro

10) Enna: 131 milioni e 600mila euro