Tosi avverte Salvini: la Lega non basta, si vince con il centrodestra unito

Flavio Tosi sfida l’amico-nemico Matteo Salvini. Riflessioni a tutto campo nel centrodestra dopo il terremoto elettorale che ha certificato la fine irreversibile di una stagione e la necessità di una ripartenza radicale che eviti il de profundis. A partire dall’azzeramento della classe dirigente (come chiede Raffaele Fitto per il quale serve un vero e proprio choc organizzativo). A partire dalle primarie, come strumento dal basso di selezione della leadership e della classe dirigente, un modello di partecipazione proposto ripetutamente dalle nuove leve e sempre osteggiato da Berlusconi, vecchia guardia e cerchi magici. Il primo a non gradire la generosa investitura  del Cavaliere a Salvini, è un altro pezzo da novanta della Lega, il sindaco di Verona Flavio Tosi, per il quale il Carroccio, seppure con il vento in poppa, da solo non basta per far tornare competitiva la coalizione anti-Renzi

Tosi: facciamo le primarie vere

«Se vuol provare davvero a battere la sinistra, il centrodestra deve mettere insieme le sue forze. Tutte: la Lega e Forza Italia, ma anche Fratelli d’Italia e il Nuovo centrodestra», chiarisce in una lunga intervista a la Stampa. E per scegliere il candidato – aggiunge il primo cittadino della città scaligera, la strada è quella delle primarie: «lo vado dicendo da ottobre dell’anno scorso, prima da solo anzi con Giorgia Meloni, adesso in buona compagnia». Insomma il messaggio a Matteo è chiaro: non esistono predestinati alla leadership, che anche lui si misuri con la base. «È stato bravo»,  dice del segretario della Lega ma da «da soli non vinceremo mai» e non nasconde i limiti di un partito di lotta e di governo che ora «deve porsi l’obiettivo di governare». «Salvini leader del centrodestra? Saranno le primarie a stabilirlo», rincara la dose  Tosi che sarà della partita perché «le primarie sono vere se ci sono più candidati che rappresentano tutte le varie sensibilità e linee di pensiero all’interno del centrodestra; quindi ci saranno Tosi, Salvini, immagino ci sarà Fitto, probabilmente anche Berlusconi…».

 Alfano: no alle leadership dall’alto

Anche Angelino Alfano, che di alleanze con la Lega non vuole sentire parlare, guarda alle primarie, pomo della discordia nell’ultima stagione del Pdl, ma si colloca a debita distanza dalle fibrillazioni azzurre. «In un centrodestra che non voglia abolire l’euro e uscire dall’Europa e da Schengen, mi ritrovo eccome. Ma la scelta della leadership deve avvenire da parte della gente, con le primarie. Non può esserci un sorteggio, né il lancio della monetina, né può scegliere uno solo per tutti gli altri», dice l’ex pupillo del Cavaliere.

La Russa: ripartiamo dai contenuti

Metodo e contenuti programmatici. Per Ignazio La Russa se il centrodestra vuole costituire una seria alternativa alla sinistra renziana. dopo le regionali che hanno visto il centrodestra toccare il minimo storico, è necessario ripartire da battaglie e obiettivi comprensibili a partire dal terreno delle riforme istituzionali. «Si formuli la richiesta decisiva e vincolante di inserire l’elezione diretta del presidente della Repubblica nel testo predisposto dal governo e sul quale viene chiesta l’approvazione anche all’opposizione. Una battaglia, quella del presidenzialismo, considerata positivamente dall’80 per cento degli italiani».