A Torrevecchia rom scatenati: sassi e bottiglie contro gli studenti

Torna la paura nel quartiere romano di Torrevecchia a causa dei rom. Non bastavano il degrado e la sporcizia, le auto rubate, i roghi tossici e i furti nelle abitazioni. Ora a rendere esplosivo il clima ci pensano anche bande di ragazzini nomadi che ogni mattina lanciano bottiglie e pietre contro gli studenti che si recano a scuola. Da giorni, come riporta il Messaggero, tre scuole, la succursale del Tacito in via Vinci e i due istituti Alberghieri che si trovano a ridosso del campo nomadi di via di Cesare Lombroso, sono state assaltate da rom. «I ragazzi – dicono gli abitanti del quartiere – entrano ed escono da scuola tra gli insulti, le offese. Spesso i rom gli lanciano anche bottiglie e sassi, a volte sono costretti a vedere gente che fa bisogni».

Parla un dirigente scolastico

Una situazione insostenibile e che è stata finalmente portata all’attenzione dell’opinione pubblica. A raccontare la vicenda al Messaggero è stato un dirigente scolastico: «Negli ultimi giorni alcuni ragazzi provenienti dal vicino insediamento sono entrati a scuola, a bordo di un motorino rubato, anche di giorno, durante l’orario scolastico. Hanno aspettato che si aprisse il cancello, per entrare e scorrazzare qui dentro, quando i bidelli se ne sono accorti, uno è scappato scavalcando, l’altro è stato bloccato. Poi i carabinieri li hanno identificati. Ma la situazione comincia a preoccuparci. Entrano ed escono, non sappiamo bene che cercano. Noi e le famiglie abbiamo paura per la sicurezza degli alunni».

I precedenti

I residenti a causa dei furti continui vivono barricati in casa. I roghi di copertoni, plastica e immondizia rendono l’aria irrespirabile. Nuvoloni neri carichi di diossina si alzano dai campi rom a Monte Mario, Torresina e Torrevecchia. E le denunce ripetute dei cittadini sono rimaste lettera morta. E il sindaco Marino come tutta risposta ha lanciato l’irricevibile proposta di chiudere i campi e dare una casa alle famiglie rom.