Sondaggio: Renzi perde punti e Salvini li guadagna, Berlusconi supera Grillo

Più che dei maestri della politica, in questi giorni si fa un gran parlare dei loro giovani e intraprendenti allievi, pronti a superarli a destra, a sinistra, al centro: l’importante è che riescano ad intercettare il voto dei moderati. A dircelo è, ancora una volta, la consueta indagine demoscopica del venerdì: il sondaggio condotto dall’istituto Ixè per il talk show politico di Raitre, Agorà. Il report fotografa attraverso l’essenzialità delle cifre percentuali quelle che sono attualmente le posizioni di alfieri e pedine nello scacchiere politico di casa nostra: con un Partito Democratico che tiene anche se in progressivo calo di consensi; con un Movimento cinque Stelle allo sbando dopo le ultime epurazioni e con la conferma della crisi arrivata direttamente da Grillo attraverso la scelta del direttorio dei 5 saggi da affiancare alla sua discussa leadership; con la Lega Nord pronta a intercettare, come già alle recenti regionali, i voti dei grillini e dei democrat stanchi e delusi, e sempre a tallonare Forza Italia, al cui interno una quota considerevole di elettori, pari a circa il 42%, si dice convinta che Salvini possa essere l’erede naturale di Silvio Berlusconi.

Le intenzioni di voto

Si comincia con l’anamnesi dei partiti e dalle intenzioni di voto degli italiani a proposito delle quali il sondaggio registra il lieve calo dello 0,2% registrato da Pd (38%) , M5S (19,6%), Forza Italia (14,8%) e Fratelli d’Italia (3,2%), a cui fa specularmente riscontro l’aumento dello 0,4% incassato dalla Lega Nord (9,4%). Ma l’elemento realmente outsider di questo sondaggio è costituito dal partito del non voto che, sommando indecisi (17,9%), astenuti e eventuali schede bianche (20,3%), arriva addirittura al 38,2%.

La fiducia nei leader

Per quanto concerne invece il dato della fiducia nei leader politici, lo scontro sembra concentrarsi soprattutto tra i due Matteo, Renzi e Salvini. A proposito del premier toscano l’indagine Ixé indica ancora una flessione, sua e dell’esecutivo che guida. Il presidente del Consiglio e segretario democratico passa così in appena una settimana dal 43% al 41% (auna distanza siderale da quel 50% del 10 ottobre scorso), mentre il suo governo, che solo un mese fa risultava al 48%, oggi precipita di nove punti percentuali, finendo al 39%. Stesso faccia a faccia tra i due Matteo della scena politica in merito al dato della fiducia nei leader, laddove Renzi perde il 2% passando dal 43% di una settimana fa al 41% odierno, a fronte del fatto che, al contrario, il leader del Carroccio guadagna due punti passando in sette giorni dal 22% al 24% delle preferenze. Accanto a loro, infine, il sorpasso di Berlusconi che, forte di un +1% guadagnato dal 21 al 28 novembre, supera con il 16% il 15% di Beppe Grillo (-1%).