Sondaggi, cala la fiducia nei ministri: ecco il giudizio degli italiani

Il decisionismo di Renzi e del suo esecutivo? Decisamente non convince più tanto gli elettori. A confermarlo, con la veridicità implacabile della matematica percentuale applicata alle indagini sondaggistiche, è un report realizzato da Datamedia per Il Tempo che, dalle intenzioni di voto degli italiani, alla fiducia nell’ensemble di Palazzo Chigi, ha rivelato un crollo verticale del Pd e dei ministri di governo, salvando solo Maurizio Lupi (Trasporti e Infrastrutture), l’unico stabilmente in crescita dal 30 al 32%; Andrea Orlando, titolare della Giustizia, passato dal 19 al 20%; Dario Franceschini (Cultura e Turismo), fermo al 17%, come pure il nuovo arrivato Paolo Gentiloni, fresco di nomina e privo di paramentri precedenti. E se il premier è ormai abituato alle inversioni di tendenza e alle progressive flessioni del suo indice di gradimento, stupisce invece il calo registrato dalle titolari dei dicasteri che Renzi ha voluto “fiduciosamente” tributare alle donne del suo partito, dalla Pinotti alla Boschi, passando per la Madia.

Pollice verso per il tris di ministre Pd

Così, se è vero che può esserci una corrispondenza tra la perdita dei consensi del Pd e la tendenza negativa del gradimento delle sue ministre, è pur vero che la stoccata arrivata a suon di numeri al tris rosa dell’esecutivo renziano destabilizza non poco il quadro governativo, affidato a esponenti vittime ormai quotidianamente di un’emorragia di consensi, sintomo di un malessere endemizzato. Un malcontento generalizzato che non stupisce più di tanto, per esempio, se consideriamo il paticciaccio della presunta violazione delle regole sull’uso degli aerei di Stato, che ha messo al centro del mirino mediatico il ministro della Difesa, in questi ultimi giorni nel fuoco di fila di interrogazioni, esposti e querele.

E che dire del ministro Madia, nelle ultime settimane bersaglio prediletto dei sindacati e delle piazze per la discussa riorganizzazione della Pubblica amministrazione, fin qui articolata tra rassicuranti promesse («nessuno perderà il posto») e raggelanti annunci («niente risorse per il 2015»)? Dulcis in fundo, poi, tocca persino alla più “ammirata” del parterre governativo bere l’amaro calice della tendenza al ribasso dell’indice di fiducia degli italiani, essendo calato il suo appeal politico di ben quattro punti percentuali, dal 45% al 41% dei consensi. Ecco allora, di seguito, l’elenco che stigmatizza la perdita di fiducia degli elettori nei ministri alla guida del Paese.

Le pagelle degli elettori ai ministri

1 – Graziano Delrio (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio): 46,0% (-1%) rispetto a ottobre

2 – Maria Elena Boschi (Riforme e Rapporti col Parlamento): 41,0% (-4%) rispetto a ottobre

3 – Roberta Pinotti (Difesa): 38,0% (-5,0%) rispetto a ottobre

4 – Paolo Gentiloni (Esteri): 35%

5 – Maurizio Lupi (Trasporti e Infrastrutture): 32% (dal 30% di settembre al 32% di ottobre, confermato a novembre)

6 – Marianna Madia (Semplificazione e Pubblica Amministrazione): 31,0% (- 4,0%) rispetto a ottobre

7 – Pier Carlo Padoan (Economia e Finanza): 25% (-3%) rispetto a ottobre

8 – Giuliano Poletti (Lavoro e Welfare): 20% (-2%) rispetto a ottobre

8 – Beatrice Lorenzin (Salute): 20% (-2%) rispetto a ottobre

8 – Maurizio Martina (Agricoltura): 20% (-1%) rispetto a ottobre

8 – Andrea Orlando (Giustizia): 20% (stabile) rispetto a ottobre

12 – Gianluca Galletti (Ambiente): 17% (-4%) rispetto a ottobre

12 – Dario Franceschini (Cultura e Turismo): 17% (stabile) rispetto a ottobre

14 – Angelino Alfano (Interno): 16% (-1%) rispetto a ottobre

14 – Federica Guidi (Sviluppo economico): 16% (-1%) rispetto a ottobre

15 – Stefania Giannini (Istruzione): 15% (-2%) rispetto a ottobre

16 – Maria C. Lanzetta (Affari regionali): 15% (-2%) rispetto a ottobre